Disastro aereo, “una presenza illecita a bordo”: ipotesi terrorismo e sabotaggio non escluse


 

Il giorno dopo la tragedia dell’aereo Germanwings schiantatosi con 150 persone a bordo si cerca di far luce sulle possibili cause dell’incidente. Il mistero resta principalmente su quegli otto minuti di discesa, costante ma controllata, sulle cui motivazioni niente è stato segnalato dalla cabina di comando alla torre di controllo. Ma c’è un giallo in più, da qualche ora: si sta facendo largo l’ipotesi di una presenza “illecita” a bordo, che potrebbe spiegare le mancate comunicazioni a terra. I dati di volo sono incomprensibili agli esperti francesi che li hanno analizzati: la discesa è costante ma controllata, come se l’aereo procedesse con pilota automatico. L’unica spiegazione di un’azione del genere, molto grave, è la perdita di pressurizzazione. Ma non ci sarebbe stato motivo per non comunicare l’inconveniente a terra. Invece, c’è stato silenzio per otto interminabili minuti, fin quando l’aereo si è schiantato sulla parete della montagna. E chi era questo eventuale intruso? Costringeva l’equipaggio a non comunicare con le autorità di controllo aereo?

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Gli esperti francesi stanno valutando l’ipotesi ma escludono un attentato con esplosione. Al contrario, però, non sono  categorici nell’escludere una “presenza illecita” a bordo. Che spiegherebbe non soltanto l’assenza di contatti volontaria da parte dei piloti ma anche il mancato ricorso al codice d’emergenza che in casi disperati si invia a terra tramite trasponder. Un particolare, quello dell’eventuale presenza a bordo, che apre a ipotesi ancora più angoscianti: terrorismo o sabotaggio.

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