Turchia, ennesimo stupro. Ma Erdogan: “Dio ha affidato le donne agli uomini”


Ennesima polemica per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Stavolta il premier se l’è presa con le femministe. Il motivo? Lo avevano criticato negli ultimi giorni per avere detto che “le donne sono state affidate da Dio all’uomo”, accusandolo di “essere fuori dalla nostra civiltà, dalla nostra fede e dalla nostra religione”. A riferire le tensioni sono i media di Ankara.

La polemica si inquadra nell’ondata di sdegno che ha scosso il Paese negli ultimi giorni dopo lo stupro e l’assassinio di una studentessa di 20 anni, Ozgecan Aslan, da parte dell’autista di un autobus. Episodio che ha nuovamente posto all’attenzione pubblica la piaga delle violenze contro le donne in Turchia. Migliaia di persone sono subito scese in strada in diverse città del Paese. Oltre 15 mila persone vestite di nero in segno di lutto hanno manifestato anche oggi a Mersin, la città dove è stata uccisa la ragazza, dietro a uno striscione con la scritta “Lo stupro è un crimine contro l’umanità”.

Erdogan ha risposto alle organizzazioni femminili che avevano denunciato come un “insulto” alle donne le sue parole affermando che lo stesso Maometto lo aveva dichiarato, aggiungendo che “le donne devono essere rispettate e protette e non maltrattate”. Il presidente turco ha anche garantito nuove misure contro la violenza alle donne. Secondo il quotidiano Taraf, in Turchia in 13 anni, da quando il partito islamico Akp di Erdogan è al potere, le violenze sessuali contro le donne sono aumentate del 400%. La stampa di opposizione riferisce di diverse condanne di assassini di donne o di stupratori ridotte dai giudici per buona condotta durante il processo. Taraf ricorda che la condanna a 20 mesi inflitta di recente per lo stupro nel 2011 di una turista giapponese è stata sospesa perché lo stupratore ha mostrato un atteggiamento rispettoso verso la corte.

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