Come galli da combattimento, in un video due bimbe in lacrime costrette a picchiarsi mentre le mamme fanno il tifo


Sdegno in Messico per un combattimento clandestino, forse con scommesse. Non parliamo di risse da quattro soldi o animali costretti ad uccidersi, ma di due bambine di 4 o 5 anni costrette a picchiarsi per la gioia dei più grandi. In un video pubblicato in Rete le bambine, sono costrette a battersi davanti a un pubblico che le guarda fomentato. A obbligare le piccole al combattimento proprio le loro mamme che le incitano e minacciano punizioni corporali se non si faranno “rispettare” durante la lotta. Le due bambine sono costrette ad affrontarsi faccia a faccia e a picchiarsi. Il filmato inizia con una delle madri che dice alle bimbe: “Con forza, andiamo”. Loro si colpiscono, si tirano i capelli, piangono mentre una delle donne incita la figlia a colpire la rivale: “Colpiscila sulla schiena, Lili, colpiscila”. Una bimba inizia a piangere e chiede del suo papà, ferma il combattimento, disperata per la brutalità di quel “divertimento” che non vede l’ora volga al termine. Ma non fa nemmeno in tempo a mettere giù i pugni che interviene la madre che la prende con violenza per un braccio e le intima di continuare a combattere se non le vuole prendere di santa ragione.

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Lo scempio continua, una delle due colpisce l’altra che piange a dirotto, cercando di proteggere la testa con le mani. Per tutto il video, della durata di quattro minuti, una folla applaude alla violenza. Le immagini choc, riprese con un telefono cellulare e caricate su Facebook, hanno scatenato un’ondata di indignazione in Messico, dove il video è diventato virale, e la gente adesso chiede a gran voce che i responsabili siano assicurati alla giustizia. La polizia ha confermato che sta studiando il filmato ma brancola nel buio perché non ci sono indizi che possano portare a riconoscere persone e luoghi. “Crediamo che le persone coinvolte siano nativi messicani – ha dichiarato Gian Barela Godinez, portavoce della polizia – Tuttavia non abbiamo alcun nome o altri dettagli al momento”. Il sospetto diffuso è che l’estrema violenza degli attacchi nasconda una verità ancora più sconcertante: probabilmente non era la prima volta che le piccole erano state costrette ad affrontarsi come animali sui quali scommettere.

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