Venti di guerra, Obama chiama Putin: “Fermatevi”. Decisivo il vertice di oggi a Minsk


I venti di guerra ai confini orientali dell’Europa non smettono di soffiare, alimentati da una nuova aggressione russa: nelle ultime ore razzi di Mosca hanno colpito il quartier generale delle forze armate ucraine e una zona residenziale nella cittadina di Kramatorsk situata ben oltre quella che è stata finora la linea dei combattimenti, a conferma dell’espansione del conflitto. Si calcolano una quindicina di morti e una settantina di feriti, tra civili e militari. Dunque la tensione è ancora molto alta alimentando ulteriore ansia nell’Occidente. Ed è per questo che il presidente Usa Obama ha chiamato il suo omologo russo, Vladirmir Putin: i due presidenti hanno discusso delle violenze e della presenza e delle azioni delle forze russe nelle regioni orientali ucraine, all’orgine della crisi iniziata ormai quasi un anno fa. Il presidente Obama ha confermato la sua linea ribadendo il sostegno degli Usa all’integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina e ha anche espresso la sua preoccupazione per l’escalation della violenza nell’Ucraina orientale. Il nodo della questione è anche il sostegno che le truppe russe stanno ancora dando ai separatisti.

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La diplomazia continua però a lavorare alla ricerca di una soluzione che passi da un accordo di tregua e dal ritiro delle armi pesanti. Decisivo è a tal fine il vertice che oggi si tiene a Minsk, tra i leader di Germania, Francia, Russia e Ucraina, che si apre all’insegna dell’ottimismo. Il governo ucraino ha fatto sapere di essere “cautamente ottimista” per far tacere i cannoni nel Donbass, una delle regioni più interessate dagli scontri, ma bisogna “anche essere pronti al peggior scenario”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Kiev, Ievghen Perebiinis. Secondo il diplomatico, il summit nella capitale bielorussa “non è l’ultima chance” per trovare “una soluzione pacifica” al conflitto.

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