La nuova funzione Google che ha già fatto impazzire tutti: basta un selfie! Milioni di utenti l’hanno già provata


 

Vi parliamo ora dell’incredibile novità Google che sta già spopolando sul web. Come riporta anche Repubblica, adesso basta un selfie per navigare lo sterminato archivio del Google Arts & Culture, lo spazio online di Big G che digitalizza le opere d’arte e non solo da migliaia di musei del mondo. Si chiama Art Selfie ed è un nuovo, divertente strumento messo a disposizione da Big G per scavare nella ritrattistica di tutti i tempi. Ecco che per magia ci si ritrova affiancati al ritratto di David Bourdon e Gregory Battcock della ritrattista statunitense Alice Neel, dipinto nel 1970, oppure a un ritratto – autore sconosciuto – del sovrano timuride della dinastia Mogol dell’India Nasir ud-din Muhammad Humayun. Un bel salto nel tempo, non c’è che dire. Lo scorso gennaio la versione in beta stregò superstar della tv Usa del calibro di Jimmy Kimmel ed Ellen DeGeneres, dando vita a un autentico fenomeno con 78 milioni di selfie scattati attraverso l’applicazione di Google Arts & Culture. (Continua a leggere dopo la foto)







Adesso la funzionalità, fino ad ora ristretta, diventa disponibile per tutti e in tutto il mondo, anche sulla versione italiana del programma. “Stiamo rendendo Art Selfie disponibile su scala globale per rendere l’arte più accessibile a tutti – ha spiegato Michelle Luo, product manager della piattaforma nata sette anni fa come Google Art Project – grazie alla collaborazione con le nostre istituzioni partner abbiamo più che raddoppiato il numero dei lavori precedentemente disponibili. Così che gli utenti possano mettere il proprio volto a confronto con decine di migliaia di ritratti, spesso con risultati sorprendenti”. (Continua a leggere dopo la foto)






Quali sono? Per esempio il caso della donna di St. Louis il cui selfie è stato associato dagli algoritmi di Mountain View al ritratto della bisnonna Emma. Una bella emozione. Dietro c’è una bella tecnologia: Art Selfie è infatti un ottimo esempio di riconoscimento facciale basato sulle soluzioni di machine learning. Quando l’utente si fa una foto quello scatto viene confrontato con i (tantissimi) volti presenti nei lavori che i musei partner hanno fornito al progetto. Ci vuole un attimo: se ne ottengono delle schede in cui la propria foto è associata a un ritratto, ciascuno con una percentuale di “matching”, cioè di coincidenza, fra i propri lineamenti e quelli del soggetto immortalato. (Continua a leggere dopo la foto) 



 

Si tratta di un modo-gioco di avvicinarsi all’arte e magari approfondire il lavoro di un artista sconosciuto. Google Arts & Culture è uno spazio online che permette agli utenti di esplorare le opere d’arte, i manufatti e molti altri lavori da oltre 1.500 musei, archivi e organizzazioni da 70 Paesi che hanno lavorato con Google per portare online le loro collezioni e le loro storie: hanno messo a disposizione sei milioni di foto, video, manoscritti e altri documenti artistici, culturali e storici dando vita a più di seimila esposizioni digitali.

 

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