Mamma suicida nel Tevere, ecco dove stanno cercando le gemelline scomparse


Roma è ancora sotto choc. È passata una settimana da quando Pina Orlando si è gettate nel Tevere. Un malessere troppo difficile da sopportare che ha lasciato alle spalle una famiglia disperata che non si è accorta di quanto fosse grande il suo malessere.
Pina Orlando è stata ritrovata. Le sue figlie ancora no. Per giorni i soccorritori hanno percorso tutto il letto del fiume romano nella speranza di trovare i corpicini delle due gemelle di sei mesi (Sara e Benedetta) che si suppone siano state gettate dalla donna nel Tevere prima di compiere il gesto estremo.

L’ipotesi non è suffragata da prove, dalle riprese non si capisce se la donna le portava in braccio e l’unico testimone dice che nel momento precedente al suicidio Pina non aveva le bambine con se, ma il fatto che le due neonate non si trovino in nessun centro accoglienza e che non siano state ritrovate in nessuno dei cassonetti della zona fa propendere gli investigatori in questa direzione. (Continua dopo la foto)








Qualche giorno fa l’avvistamento di un fagotto dalla telecamera dell’elicottero della Polizia aveva fatto pensare che finalmente le ricerche erano andata a buon fine. I volontari della protezione civile coadiuvati dai Vigili del Fuoco hanno dunque scandagliato nuovamente quella parte del Tevere, ma dai controlli è risultato che si trattava solamente di un cumulo di stracci ammassati dalla corrente del fiume. (Continua dopo la foto)





Si pensa che non si riesca a trovare i corpi poiché le correnti fredde di questo periodo li hanno spinti sul fondale e le acque torbide del Tevere non permettono di vedere chiaramente cosa c’è nel letto del fiume. Per questo motivo ci si attende che con l’arrivo di temperature più miti i corpi possano riaffiorare come successo nel caso del povero Claudio, bimbo di 16 mesi gettato nel Tevere dal padre. Pina Orlando soffriva per le sue gemelline, nate premature. (Continua dopo la foto)


 


Dopo mesi di ricovero, Sara e Benedetta erano state dimesse, una a fine novembre, l’altra nei giorni scorsi. Il papà non si dà pace, anche perché non ha sentito nulla, non si è svegliato. Il giorno prima erano andati a comprare le tutine per le bambine, che ancora non erano in perfette condizioni di salute ma comunque erano state dimesse. Alle tre di notte Pina ha dato loro l’ultima poppata, poi ha deciso di portarle via con sè in fondo al fiume.

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