“Tanta tristezza”. Luca Zingaretti, fan in lacrime dopo parole che nessuno voleva sentire. “Il sole volge al tramonto”

Dopo aver terminato le riprese dei nuovi episodi de ‘Il commissario Montalbano’ Luca Zingaretti, attore che interpreta il personaggio principale della fiction televisiva, ha salutato Andrea Camilleri, autore dei romanzi che hanno dato vita alla serie tv. È proprio lui, l’attore romano sposato con Laura Ranieri ad annunciare la fine delle riprese delle tre nuove puntate che andranno in onda nel prossimo inverno. A poco più di una settimana dalla morte di Andrea Camilleri. Con tanta tristezza dentro, mentre il sole volge al tramonto.

Camilleri è morto il 17 luglio 2019 a Roma. E proprio Zingaretti aveva scritto una lettera a cuore aperto al suo grande maestro: “Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verità che ha raccontato tutti noi e il nostro paese”, ha aggiunto Zingaretti nel post a corredo di una foto che lo ritrae di spalle, con lo sguardo rivolto al tramonto. (Continua dopo la foto)


“Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita”. (Continua dopo il video e la foto)


“Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perché il tuo commissario è così che la pensa”. (Continua dopo la foto)

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“A volerti bene no – conclude l’attore – Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi”, si legge ancora: “Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono”.

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