Wind, spirito di adattamento o masochismo?

Wind è un’idea di Robert Löbel, un illustratore e grafico di Amburgo, che con questo corto ha vinto ben 18 premi tra i quali l’Audience Award, il Defa Foundation Award, l’NW Anmation Fest’s “Best Student Film”. Creato come progetto di laurea durante gli studi presso la  Hamburg University of Applied Sciences, Dipartamento di Design, il film di Löbel ha girato i festival di tutto il mondo, dal  Amnecy fino al LIAF, prima di essere pubblicato online e avere più di 90000 visite in due giorni su Vimeo. In un mondo dominato da un vento fortissimo e perenne le persone che lo abitano si sono abituate ad esso imparando a conviverci, modificando  le loro abitudini e i loro stili. La sorpresa arriva quando appare un uomo che, a giudicare dalla lunga barba bianca, lavora da tempo immemore agli ingranaggi sotterranei che creano artificialmente il vento, quello stesso vento che piega la vita delle persone. Alla sorpresa si aggiunge lo sconcerto quando il vecchio viene raggiunto da un uomo giovane pronto a sostituirlo: nell’attimo dello scambio il vento cessa, creando non pochi problemi agli abitanti di quel mondo bizzarro. La storia si presta a numerose interpretazioni, di certo una riflessione è d’obbligo: l’uomo è un’animale che si adatta anche alle peggiori condizioni di vita. Peccato che queste condizioni siano create proprio dall’uomo stesso.