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“Mia madre mi spronava a suicidarmi”. Il dramma della conduttrice italiana, tra il dolore e un’infanzia tormentata

Si sta facendo notare il programma condotto da Lorella Boccia “Venus Club”. Un contenitore fatto da donne per donne. Affiancata da due ‘pezzi da 90’ come Mara Maionchi e Iva Zanicchi, Lorella intervista rappresentanti del cosiddetto gentil sesso provenienti dai più svariati settori. Dalla musica, all’arte, all’intrattenimento sono state tante le vip che hanno accettato l’invito dell’ex concorrente e ballerina professionista di Amici.

Da quell’esperienza Lorella Boccia è cresciuta e ha iniziato a camminare, non solo a danzare, sulle sue gambe. Così, dopo aver ospitato tra le altre Anna Tatangelo, nella puntata di giovedì 3 giugno le protagoniste sono state Diletta Leotta, Michela Giraud e Ema Stokholma. Quest’ultima, in particolare, ha parlato ha parlato di molti aspetti sconosciuti della sua vita privata e professionale. Ad esempio ha spiegato come ha conosciuto un altro volto notissimo della televisione, ovvero Andrea Delogu.

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Ema Stokholma e Andrea Delogu sono molto amiche. “Per la prima volta in vita mia ho conosciuto una persona che mi chiedeva le cose senza timore” ha raccontato Ema. Anche Andrea Delogu ha avuto un’infanzia difficile. Il momento più toccante dell’intervista, tuttavia, è un altro. Cioè quando Ema Stokholma parla del difficile rapporto con la mamma. “Mi metteva la testa sotto l’acqua, nel water, e mi incitava a suicidarmi” le scioccanti parole della conduttrice radiofonica francese naturalizzata italiana.


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Morwenn Moguerou, questo il suo vero nome, ha rivelato: “I miei primi ricordi sono violenti. Non ricordo un abbraccio, un sorriso, una pacca sulla spalla. Mi ricordo solo botte, insulti e umiliazioni. Faceva parte della quotidianità. Anche mio fratello veniva maltrattato come me”. “È stata la mia nascita – ha spiegato Ema Stokholma – a scombussolare la famiglia. Mia madre era incinta quando mio padre se ne è andato. Il dolore, la disperazione e la solitudine l’hanno fatta impazzire”. “Ho pensato di stare per morire – prosegue Ema – Mi è capitato che mi portasse su un ponte dicendomi di buttarmi da sola altrimenti lo avrebbe fatto lei”.

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Poi finalmente la salvezza: “Arrivata a Roma, gli dissi che sarei rimasta ma non si poteva costruire un rapporto equilibrato, quindi ho cominciato a fare la mia vita. Avere lo stesso sangue e non riuscire ad andare d’accordo è ancora peggio. Sono necessari tempo e volontà da entrambe le parti. Io ho voluto un po’ forzare la cosa quando sono arrivata, però ne avevo bisogno. Mia madre aveva bisogno di aiuto, anche i genitori hanno bisogno di essere salvati”.

Pubblicato il alle ore 18:00 Ultima modifica il alle ore 18:00