Giovedì sera, durante una nuova puntata di Ore 14, il programma di Rai Due dedicato alla cronaca nera e condotto da Milo Infante, il dibattito si è acceso improvvisamente. Al centro non c’era soltanto uno dei casi seguiti dalla trasmissione, ma anche il ruolo dell’informazione pubblica e il clima sempre più teso che accompagna certi confronti televisivi.
A far scattare la reazione del conduttore è stato un messaggio social attribuito all’avvocato Tizzoni, che Infante ha deciso di leggere in diretta: “Leggo questo messaggio. C’è l’avvocato Tizzoni, che è persona seria e professionista, lo invitiamo sempre in trasmissione, ma come vedete le nostre poltrone sono strette, non sono né larghe né comode. E quindi lui da noi non viene…”.
“Ora consegno pacchi per vivere”. Soldi finiti e nuova vita per il famosissimo della tv

Milo Infante a Ore 14: “Ora basta”
“In questo messaggio dice: ‘Da dove Milo Infante ricava questa certezza? Siete sicuri di poter dire cose non suffragate da elementi oggettivi? Secondo me l’informazione pubblica non dovrebbe finanziarvi’…”, ha concluso.
Parole che il giornalista non ha lasciato cadere nel vuoto. Anzi, proprio quel passaggio ha aperto uno dei momenti più duri della puntata, con Infante visibilmente contrariato per quello che ha interpretato come un attacco non solo personale, ma rivolto all’intero lavoro della trasmissione.

La replica è arrivata immediata e senza giri di parole: “Questa continua minaccia, questo continuo modo di attaccare chi non la pensa come voi…Ma perché?”. Il conduttore ha poi insistito sul punto, respingendo l’idea che una critica possa trasformarsi in richiesta di chiusura o delegittimazione del programma.
Rivolgendosi ancora all’avvocato Tizzoni, Infante ha aggiunto: “Questa cosa della minaccia ’Vi devono togliere i soldi’, ‘Vi devono chiudere’…Se chiuderemo sarà per una nostra scelta e non perché ci minacciate e dite che non siamo degni del servizio pubblico”. Una frase che ha reso evidente il nervo scoperto: il confine, sempre delicato, tra contestazione e pressione.
Il giornalista di Rai Due, indicato anche tra i possibili volti destinati a uno spazio più importante nella prossima stagione televisiva, ha poi parlato apertamente di un atteggiamento che considera inaccettabile: “Questo è profondamente sbagliato, è un’intimidazione, è una minaccia che francamente mi sento di respingere al mittente…”.

Milo: “Se chiuderemo sarà per una nostra scelta, non perché ci minacciate e dite che non siamo degni del servizio pubblico, questa è un’intimidazione, è una minaccia, basta non è più accettabile”
— Anne (@AnneJunne) May 21, 2026
Grande rispetto per Milo👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻#ore14sera #garlasco pic.twitter.com/o41mj96dUN
Lo sfogo è diventato ancora più netto quando Infante ha ammesso di essere arrivato al limite della sopportazione: “Basta, basta…Non è più accettabile perché io spero un giorno di trovare un giudice che possa dire ‘Lei Infante ha tutte le colpe del Mondo’, ma continuare a sentirsi da quattro gatti che bisogna chiudere e non siamo degni di ricevere il finanziamento pubblico…Ma perché?”.
In chiusura, il conduttore ha voluto rivendicare il tono del suo studio e della sua trasmissione, sottolineando che Ore 14 non sarebbe un luogo costruito per compiacere qualcuno: “Volete l’applauso? In questo studio di applausi non ce ne sono”. Una frase finale che ha sigillato un momento di forte tensione televisiva, destinato con ogni probabilità a far discutere anche fuori dalla puntata.


