Un’esistenza senza il fuoco della passione è vita vera?

«Come intensità di rappresentazione e come sforzo di sintesi credo Il fuoco superiore ad ogni altro mio libro». Lo scrive lo stesso D’Annunzio in una lettera al suo editore, Emilio Treves, il 25 gennaio 1900, a due mesi dalla pubblicazione del romanzo che è, tra tutti, quello in cui l’intreccio tra la vita personale dell’autore e la trama è più evidente. Nel 1894 D’Annunzio ha conosciuto Eleonora Duse, la più grande attrice italiana del tempo. E l’ha conosciuta a Venezia, la città d’arte per eccellenza. Un’esperienza che racconta, trasfigurata e sublimata, ne Il fuoco, un romanzo di idee, di stati d’animo e di pochi eventi consumati fra le pietre della città.
All’inizio del Novecento, Il fuoco viene accolto come la più alta testimonianza e la più completa definizione della poetica dannunziana. Il libro ha un successo immediato che si diffonde rapidamente in Europa. Nello stesso anno dell’edizione italiana viene pubblicata la traduzione tedesca e l’anno successivo quella francese. Anche i critici, solitamente severi nei confronti della scrittura dannunziana, ammettono il carattere eccezionale di quest’opera. Ma Il fuoco, fin dalla sua prima pubblicazione, è accompagnato anche dalle polemiche intorno alla “moralità” dell’autore. D’Annunzio è accusato di aver riportato spietatamente la sua storia con la Duse, di aver pubblicato e messo a nudo la loro intimità. Ma la risposta dell’attrice, che ha autorizzato l’uscita del romanzo, è coerente con il suo amore folle e incondizionato: «La mia sofferenza, qualunque essa sia, non conta quando si tratta di dare un altro capolavoro alla letteratura italiana – scrive in un bigliettino al suo impresario – e poi, ho quarantun anni… E amo».
Il fuoco, in fondo, col tempo smette di bruciare e diventa cenere. Ma forse è per questo che la dedica iniziale è “Al tempo e alla speranza”, perché ci sia, dopo l’incendio e oltre l’inarrestabile scorrere del tempo, una speranza che rimanga immortale.

Il fuoco
Gabriele D’Annunzio
Mondadori, pp. 588, euro 10,50