Trainspotting a Milano, autodistruzione e rinascita

Con una scrittura schietta che si fa dolorosa autoanalisi, Giovanni Castel in Spade racconta la storia forte e sincera di un suo alter ego spintonato tra sensi di colpa e volontà di riscatto: dalla prima esperienza in comunità a 17 anni, fino alla lunga lotta per la disintossicazione, condotta nella solitudine di una terra straniera, ormai uomo. Johnny Boy è un ragazzo di buona famiglia, cresciuto negli agi dell’alta borghesia milanese. Ma l’infanzia protetta e coccolata tra la villa al lago e la tenuta in Toscana si è presto persa in un’adolescenza irrequieta, bruciata dall’ansia di anticipare e provare tutto: il sesso, l’alcol, le droghe. I turbamenti del suo animo sensibile, la curiosità e l’irruenza giovanili spingono Johnny Boy a passare da uno sballo all’altro – marijuana, coca, eroina, psicofarmaci – fino a cadere vittima di una dipendenza che non gli dà scampo. Fino al collasso sulla soglia dei vent’anni. Scrive Piersandro Pallavicini: “Resta, per il lettore ma anche per l’autore, un enigma irrisolto: perché? Non sono i genitori, che l’hanno sempre amato e accudito, non è un amore finito male, non è la mancanza di prospettiva, che in una famiglia ricca non si chiude mai. Come la chiama Gastel, è la sindrome della fenice, (titolo di una prima versione di questo romanzo uscita tempo fa in ebook): ricominciare a farsi per bruciarsi, annullarsi. E ricostruirsi da zero, dalle proprie ceneri. Sperando di rinascere, per una volta, senza il morbo della disperazione”. Per uscirne definitivamente occorreva quest’ultima prova: riversare fuori senza pudori tutte le emozioni del passato, ripartire dalle pagine del proprio diario per rivivere la vertigine di un giovane ex junky negli anfratti del dolore metropolitano. Ora che l’abisso diventa romanzo, Giovanni può cominciare la sua nuova vita.

Spade
Giovanni Gastel
Prezzo € 16,50
Editore Gallucci