Stessa opera: in Italia crolla, in Turchia splende

Mamma li turchi. Mica tanto. C’è un termine di paragone – tra noi e loro – che è dato dal classico “rudere”, per dirla alla generalista. Parliamo della Piscina Mirabilis che è situata a Bacoli, pochi chilometri da Napoli. La cisterna di epoca romana cade a pezzi, letteralmente. Scavata nel tufo ha grandi dimensioni: alta 15 metri, lunga 72 e larga 25, un soffitto con volte a botte, sorretto da 48 pilastri a sezione cruciforme, interamente rivestiti di materiale impermeabilizzante. Ed è proprio il rivestimento che, poco alla volta, è vittima della forza di gravità e, prima ancora, dell’incuria.
Fatto sta che a Istanbul ce n’è una gemella, con un’importante differenza: rispetto alla napoletana è ben messa, continuamente controllata e, soprattutto, fruibile interamente da parte del pubblico. Che paga. A Bacoli, invece, scene da Pompei: transenne e voglia di non tornarci più, anche se, per fortuna, di visitatori ne ha, ma al di sotto della potenzialità