“È morto di Covid, sono addolorata”. Serena Bortone senza parole: “Era uno dei migliori”

Le complicazioni del Covid sono state fatali per Graham Vick, grande regista teatrale che è morto a 68 anni. Da qualche tempo aveva problemi di salute tanto che aveva dovuto rinunciare a portare avanti la regia del Ballo in maschera che il prossimo settembre aprirà il Festival Verdi di Parma che gli sarà dedicato. E proprio al teatro Regio della città emiliana la notizia è stata data dalle persone a lui più vicine, Ron Howell e il suo manager.

“Nato a Birkenhead presso Liverpool nel 1953, Graham Vick è stato una delle figure più significative della regia contemporanea, un Maestro capace di rivelare la forza delle partiture che metteva in scena e riscoprire la loro capacità di interrogare e commuovere il pubblico”, si legge sulla pagina Instagram del teatro La Scala di Milano.

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“Alla Scala Vick debutta nel 1996 con la prima assoluta di Outis, la penultima opera di Luciano Berio, su libretto di Dario Del Corno, direttore David Robertson – si legge su Instagram -. Non mancano le polemiche, ma è un successo, e il Teatro lo chiama per l’inaugurazione della Stagione 1997/1998 con Macbeth di Verdi diretto da Riccardo Muti. La Scala non aveva mai osato un allestimento così astratto e contemporaneo per un’opera di Verdi, e tanto meno per un 7 dicembre, ma alla fine ci sono 13 minuti di applausi.


graham vick morto

“Non c’è bisogno di essere istruiti per essere toccati, commossi ed eccitati dall’opera”: in questa frase, detta ritirando un premio della Royal Philharmonic Society nel 2016, c’è tutta l’essenza del lavoro di Graham Vick, un visionario che ha segnato un’epoca. Serena Bortone non riesce a trattenere le lacrime per la scomparsa di Vick: “Sono molto addolorata per la scomparsa, avvenuta a causa del Covid, di Graham Vick, regista visionario, impegnato, ironico. Tra le ultime cose viste ricordo il Flauto Magico dello Sferisterio di Macerata. L’opera perde uno dei suoi migliori maestri, un uomo sorridente e cordiale”.

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E ancora: “Un lavoro di pioniere e sperimentatore il suo, realizzato per dimostrare che l’opera parla a tutti ‘basta sperimentarla direttamente di prima mano, senza filtri’. Nessun filtro fra il pubblico e gli artisti nello Stiffelio realizzato per il Festival Verdi al Secentesco teatro Farnese di Parma con i cantanti a muoversi fra il pubblico in piedi. Coraggioso il Macbeth con cui ha inaugurato nel dicembre 1997 la stagione lirica della Scala, con un allestimento astratto sovrastato da un enorme cubo rosso. Memorabile il Ring al teatro Massimo di Palermo, la Bohème al Comunale di Bologna (che, replicata in questi giorni, gli è stata dedicata)”.