“Non mi provocare”. Dedicato, Serena Autieri gela l’ospite in diretta. Non ha preso bene ciò che ha sentito

Momento di tensione oggi in studio a Dedicato, il programma estivo di Rai 1 condotto da Serena Autieri. Un programma che sta dando soddisfazione alla conduttrice, con ascolti sempre sopra le media. La nuova avventura in tv, del resto, era iniziata benissimo per lei. E con un pizzico di commozione. Nella prima puntata, la figlia di Serena Autieri, Giulia, aveva sorpreso la mamma con un messaggio molto tenero, tanto da commuoverla.


“Questo è proprio un colpo basso, bassissimo. Va beh, vi aspetto domani, ciao amore mio, ci vediamo tra qualche giorno”, aveva detto Serena Autieri. Giulia e la mamma non si vedevano da qualche giorno e in attesa del ritorno a casa di Serena era stata affidati ai nonni. Particolarmente toccante, poi, nei giorni scorsi era stato il ricordo di Raffaella Carrà. “Ci sono persone che fanno così parte della nostra vita che pensiamo ci saranno per sempre” ha esordito.

serena autieri


Continuando poi: “Quando queste persone se ne vanno, ci sentiamo improvvisamente più soli. In realtà proprio queste persone non se ne andranno mai”. Parole toccanti rotte dal silenzio. Silenzio che nella puntata di oggi ha lasciato spazio a risate. Anche se, come è forse giusto che sia, non è mancato un momento di gelo. Sceso tra Serena Autieri e l’ospite in studio.


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Ospite che risponde alla persona di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport. Zazzaroni ha parlato di mister Mancini e del suo modo schietto e autentico di stare vicino ai suoi giocatori. “Per la prima volta – spiega il giornalista – abbiamo sentito parlare da un allenatore di gioia e divertimento e non di tensione. Ha creato un gruppo”.

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E ancora: “Nel documentario che ti sei persa – dice scherzosamente rivolgendosi a Serena Autieri – Roberto dice ai giocatori di divertirsi”. A quel punto, la conduttrice ribatte in tono ironico: “Ma tu che ne sai che me lo sono perso? Mi vuoi provocare?”. Inizia un batti e ribatti e un riferimento al ruolo di giudice a Ballando con le stelle. E il direttore allora, autoironico, risponde: “Non è bello che dopo 40 anni di carriera giornalistica, venga ricordato come giudice di ballo”.