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Selfie, cachistocrazia, eterofobia e… le nuove parole dello Zingarelli 2015

La novità “immortalata” sullo Zingarelli 2015 è selfie, parola ormai di uso comune così come il significato che rappresenta: l’autoscatto col cellulare. Ci sono passati tutti: dalle rockstar che dal palco si immortalano di fronte al pubblico, al presidente Obama e first lady e le polemiche che seguono a ogni loro “scatto”; fino ai selfie del premier Renzi. Sono un indice dei tempi che corrono e di una lingua sempre in movimento, che capta le dinamiche della società e le esprime in voci e significati nuovi, modi di dire e locuzioni figli del loro tempo.


Lo Zingarelli ogni anno le registra e accoglie tra le sue pagine. Tra le oltre 144mila voci e 380mila significati dell’edizione 2015, entra nel vocabolario della lingua italiana: lo “svapare” la nuvola di fumo delle “e-cigarette” (le sigarette elettroniche). Il dizionario racconta l’Italia della crisi, del redditest (software che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti perché possano autovalutare, la congruenza del reddito dichiarato con i beni posseduti e i servizi fruiti) e della spesa spalmabile, del labbruto che gusta , usa il phablet, raccoglie promocard. Dove vige la cachistocrazia (il governo, il dominio dei peggiori). Nuove figure come il collocatario (la persona presso la quale qualcuno è collocato. Nelle separazioni di coniugi con un figlio minorenne, il genitore con il quale il figlio abita prevalentemente). E modi di dire: empatizzare, svirgolata, sfoltitura Nuove attività come videoreporter, doula (donna che svolge una funzione di sostegno psicologico e pratico, ma non medico né sanitario, a una puerpera durante la gravidanza e il parto e nei primi mesi di vita del bambino), lo scouting e il wedding planner (l’organizzatore dei matrimoni). Nuove paure: l’eterofobia (l’avversione, ostilità per tutto ciò che e’ altro, diverso, alternativo. Anche l’avversione per l’eterosessualità e gli eterosessuali) e la nomofobia (timore ossessivo di non poter disporre del telefono cellulare). Insomma capire la lingua italiana è una sfaticata, forse è meglio stendersi su un materasso traspirante, lasciare che tutti si dimentichino di noi guadagnarci il nostro diritto all’oblio (principio giuridico che riconosce a ciascuno il diritto di non essere ricordato pubblicamente per fatti non più attuali di cui è stato protagonista negativo)?


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