Sconosciuto che passi! Tu non sai con che desiderio io ti guardo

Walt Whitman (West Hills, 31 maggio 1819 – Camden, 26 marzo 1892), la voce più autorevole della poesia statunitense del XIX secolo, fu cantore della libertà (ma anche della sessualità e dell’omosessualità) e di un ideale visionario che pone l’uomo come momento centrale rispetto al senso di percezione e comprensione delle cose. Cantò, soprattutto, l’essenza di quello che diventerà successivamente “il sogno americano”. Dalla sua opera proviene la celeberrima ode che inizia con il verso «O capitano! Mio capitano!» che ispirerà il film L’attimo fuggente. Con questi versi tratti da Foglie d’erba firma uno dei componimenti d’amore più belli mai stati scritti: A uno sconosciuto racconta la passione intensa e sublime che si può provare per una persona di cui non si sa nulla. L’incontro casuale tra due sconosciuti che, attraverso uno sguardo fugace, scoprono di provare una struggente nostalgia l’uno dell’altro e quindi di essere stati una cosa sola  in un tempo e in uno spazio indefinito. Nessun incontro avviene per caso e due anime affini lavorano incessantemente sulle trame del destino per fare in modo di incontrarsi ancora.

Ad uno sconosciuto
di Walt Whitman

Sconosciuto che passi! tu non sai con che desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo
(mi arriva come un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo una vita di gioia,
con te
tutto è ricordato, mentre passiamo l’uno vicino all’altro
fluido, amorevole, casto, maturo
sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è diventato
qualcosa che non appartiene soltanto a te, nè ha
lasciato  che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della
tua carne, mentre io passo tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal  mio petto, dalle mie mani,
non devo parlarti, devo pensare a te quando seggo da solo o
veglio la notte da solo
devo aspettarti,  non dubito che t’incontrerò ancora,
e a questo devo badare, di non perderti.