L’attesa per la quarta serata del Festival di Sanremo si è trasformata in un piccolo caso politico proprio davanti all’ingresso del teatro simbolo della kermesse. A pochi passi dal red carpet, tra troupe televisive e curiosi in cerca di uno scatto, si è consumato un confronto inatteso che ha acceso immediatamente l’attenzione di cronisti e passanti. Protagonista della scena è stato Roberto Vannacci, europarlamentare eletto con la Lega e oggi fuoriuscito per guidare il suo nuovo movimento Futuro nazionale, arrivato all’Ariston per assistere alla serata delle cover.
Mentre si intratteneva con i giornalisti prima di entrare in sala, il generale è stato improvvisamente interrotto da una voce femminile proveniente dalla fila per l’ingresso in platea. A farsi avanti è stata Denny Mendez, ex Miss Italia, che senza esitazioni si è avvicinata ai microfoni e ha preso la parola davanti alle telecamere. “Non sono molto d’accordo con lei Vannacci”, ha dichiarato con tono fermo. Il generale ha incassato la frase con un sorriso, evitando qualsiasi replica diretta, e ha ripreso a parlare con i cronisti come se nulla fosse accaduto, lasciando che la scena si spegnesse da sola tra mormorii e sguardi incuriositi.

Anche Vannacci a Sanremo 2026, cosa succede all’ingresso
Superato il momento di tensione, Vannacci ha continuato quello che lui stesso aveva annunciato come un piccolo “show” mediatico. Interrogato sull’abbigliamento scelto per la serata, ha chiarito: “Divisa delle grandi occasioni? Non è una divisa, è un vestito, però è davvero una bella occasione. Siamo contenti di essere al Festival della Canzone Italiana”. Poi, sollecitato sull’invito ricevuto, ha aggiunto: “Chi mi ha invitato? Un amico, lo stesso che mi ha invitato l’anno scorso”. E ha precisato ancora: “Vengo da privato cittadino a godermi una serata di canzone italiana”.

Il discorso si è quindi spostato inevitabilmente sulle polemiche che in questi giorni hanno intrecciato musica e politica. Vannacci ha ammesso di “non aver avuto tempo” di seguire la manifestazione fino a quel momento, ma ha voluto dire la sua sul clima che circonda il Festival. “Cosa ne penso delle polemiche politiche intorno al Festival? Sinceramente vorrei che la politica non entrasse in tutto ciò che è cultura e sport”, ha affermato, sottolineando che questi ambiti dovrebbero restare “depoliticizzati. Le strumentalizzazioni politiche dovrebbero essere abbandonate” sia da parte della politica, “che dovrebbe occuparsi d’altro”, sia da parte “di certi artisti che prendono invece lo spunto per fare politica durante le loro dimostrazioni che non dovrebbero fare”.

A quel punto il riferimento a un brano in gara è sembrato inevitabile. Interpellato sulla canzone di Ermal Meta dedicata a Gaza, il generale ha tagliato corto: “No, non conosco quella canzone però tutto ciò che cerca di strumentalizzare il palco”, ha detto, “lo considero abbastanza becero”. E ancora, parlando della discussione legata alla presenza o meno di Andrea Pucci sul palco, ha commentato: “Pucci doveva essere sul palco? Probabilmente sì. Non conosco tutta la vicenda”, ma ha ribadito che una persona “che fa la sua attività di artista culturale dovrebbe accedere sicuramente a manifestazioni come questa”. Così, tra contestazioni improvvise e dichiarazioni destinate a far discutere, la serata delle cover ha trovato fuori dal teatro un’anticipazione del clima acceso che spesso accompagna il Festival.


