“Ma cosa dicono?”. Sanremo 2021, tutti ci hanno fatto caso. Migliaia di segnalazioni sui social: “Che disastro”

La prima serata del Festival di Sanremo 2021 è andata e Amadeus e Fiorello se la sono lasciata alle spalle, così come i primi cantanti in gara che hanno dovuto affrontare un teatro senza pubblico circondati solo da surreali applausi finti. Ma non è stato l’unico problema della serata, anzi. Se mettiamo da parte per un attimo le simpatiche gag tra Fiore e Ama, i discorsi degli ospiti e tutto quello che circonda le esibizioni canore, troviamo qualcosa di davvero unico. Gli anziani che hanno alle spalle decine e decine di edizioni della kermesse sostengono tutti la stessa cosa.

“Una volta le parole delle canzoni si capivano e innamorarsi di esse era facile, ma ora non è più così”. In effetti sono state tante le esibizioni, a detta del popolo dei social, inficiate dalla scarsa qualità dell’audio che arrivava a casa: i testi erano poco comprensibili e la musica suonata dall’orchestra sembrava preponderante rispetto alla voce. Grandi difficoltà si sono riscontrate durante una delle primissime performance, ‘Ora’ di Aiello: il cantato era molto urlato e l’acustica del teatro non ha esaltato al meglio il brano. (Continua a leggere dopo la foto)


Tanti utenti si sono lamentati per non aver capito quasi nulla, Luca Dondoni ha fatto sapere che in conferenza stampa avrebbe sollevato il problema: “In tanti mi scrivete che non capite le parole dei cantanti e siccome è successo per buona parte dei cantanti in gara finora ci deve essere qualcosa che non va nell’audio Rai”. Domani lo faccio presente in conferenza stampa. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi la spiegazione: “Ho letto un tweet di Stefano Mannucci: dice che è un problema dovuto all’assenza di pubblico, il teatro è fatto x avere ottima acustica da pieno non da vuoto. Speriamo che la Rai trovi un modo x compensare”. Ma sappiamo bene che non è così, non è la prima volta che capita una cosa del genere e questo è solo il primo anno senza pubblico sin dagli esordi del festival 71 anni fa. (Continua a leggere dopo la foto)


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Allora cosa succede? Di certo l’Ariston non è un teatro semplicissimo in cui suonare, gli ingegneri del suono devono ogni anno fare mille modifiche ai suoni degli artisti per renderli accettabili anche in tv. C’è da dire poi che una cosa è cantare in studio, una cosa dal vivo davanti a 10 milioni di persona: entra in gioco ansia, paura e in questi casi anche la voce può fare brutti scherzi, anche essendo intonata.

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