Ruffiano come uno scrittore. Scherzosa analisi dei ringraziamenti letterari

Un libro, si sa, lo firma l’autore. Ma spesso lo scrittore sente il bisogno di rendere omaggio a tutti coloro che hanno in qualche modo contribuito alla stesura e alla pubblicazione. Appostati alla fine di romanzi e racconti, i ringraziamenti sono diventati una vera e propria mania editoriale. Ma oltre a essere la sede in cui si esprime riconoscenza ad amici, editori e consulenti per il loro aiuto e i loro consigli, l’ultima pagina del libro è anche il luogo in cui, calato il sipario, l’autore può far capolino a salutare il lettore e mostrarsi per ciò che è veramente, mettere in piazza il suo retrobottega creativo e la sua vita privata. Carolina Cutolo e Sergio Garufi hanno esaminato il fenomeno dei ringraziamenti nella narrativa italiana degli ultimi vent’anni, raccogliendoli e catalogandoli per genere. Dai vendicativi agli esibizionisti, dai pragmatici ai nostalgici, dagli autori che abusano del registro aulico a quelli che ricorrono alla misteriosa formula “lui sa perché”: letti uno dopo l’altro questri estratti raccontano molto della personalità dello scrittore contemporaneo, e soprattutto sortiscono un inaspettato effetto comico.

Carolina Cutolo e Sergio Garufi
Lui sa perché
Isbn edizioni, 2014, 204 p.
Euro 14,00