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“La mia vita è cambiata”. Roberta Bruzzone choc, parole che sconvolgono il pubblico

Roberta Bruzzone è stata ospite di Verissimo, dove ha ripercorso alcuni passaggi centrali della sua vita privata e professionale, soffermandosi sia sulle esperienze personali sia sulle conseguenze del suo lavoro di criminologa, spesso al centro dell’attenzione mediatica.

Nel corso dell’intervista, Bruzzone ha parlato apertamente delle minacce di morte ricevute negli anni, alcune delle quali legate anche alle sue posizioni sul caso di Garlasco. “Ritengo che la condanna sia fondata e questo mi ha attirato, in maniera costruita, io penso che ci sia una regia precisa, che prende a bersaglio, quelli che si lamentano dell’opacità di certe suggestioni. Noi siamo diventati un bersaglio. Non è la prima volta che ricevo messaggi di morte” ha detto Roberta Bruzzone.

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“La mia vita è cambiata”. Roberta Bruzzone choc, parole che sconvolgono il pubblico

La criminologa ha spiegato che episodi simili si erano già verificati in passato e che non sempre le minacce arrivano solo da persone con fragilità evidenti. “Ho ricevuto minacce di morte. In quest’ultimo periodo anche in una vicenda che non mi vede protagonista in prima persona perché io non mi sono occupata del caso di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Lo conosco perché ci ho scritto un libro. Io sono tra coloro che ritengono che la condanna sia fondata”.

Bruzzone ha quindi approfondito il clima che si è creato intorno a lei e ad altri professionisti. “Io, come altri, mi sono lamentata dell’opacità di certe suggestioni. Questo ci ha trasformato in un bersaglio, io faccio parte di questi bersagli. Non è la prima volta che ricevo minacce di morte”, spiega Roberta Bruzzone che descrive le difficoltà affrontate nella sua vita quotidiana, “Sono attualmente persona offesa di due processi per atti persecutori. Vivo una vita blindata. Purtroppo queste situazioni hanno cambiato le mie abitudini di vita”. “Ci sono anche dei soggetti con i piedi per terra e queste minacce sono abbastanza gravi, sono parte offesa in due processi, ci sono altri procedimenti, insomma questa parte della storia c’è e non posso dire di vivere una vita tranquilla” ha detto la Bruzzone.

Silvia Toffanin le ha chiesto in che modo tutto questo abbia influito concretamente sulla sua quotidianità. “Vivo una vita blindata, è chiaro che tutto questo influenza e ha cambiato il mio modo di vivere” ha detto Roberta Bruzzone.

La criminologa ha poi raccontato come siano cambiate anche le sue modalità di lavoro e di contatto con il pubblico. “Negli ultimi anni ho un servizio di sicurezza che si occupa di tutto durante i miei eventi” ha spiegato. “Io sono terrorizzata dall’attacco con l’acido, questo scenario è stato paventato, quindi questo fa si che il rapporto con il pubblico sia diverso, anche se molti li comprendono. Tutto questo ha cambiato la mia vita, non in meglio” ha concluso Roberta Bruzzone.

Durante l’intervista, Bruzzone ha parlato anche di un lutto recente, la scomparsa del padre, figura a cui era molto legata. Ha poi affrontato il tema del suo passato sentimentale, tornando su una relazione tossica vissuta anni fa, che oggi riesce a rileggere con maggiore consapevolezza: “Il problema grosso è entrare in competizione […] Aveva capito cosa mi interessava, mi aveva fornito tutta una serie di elementi che ritenevo straordinari. In un momento di vulnerabilità. Non ho subito violenze psicologiche, ma tentativi di addomesticare un certo tipo di versione di me, certamente sì. Questa cosa l’aveva un po’ destabilizzato. Ma poi ha preso il sopravvento la parte sana. Potessi cancellare quel pezzo della mia vita lo farei”.

Tra i passaggi più personali, anche il racconto della fine del suo primo matrimonio. “È finito bene, in maniera assolutamente tranquilla e serena. Avevamo percorsi inconciliabili e abbiamo deciso di separarci con trasparenza. Abbiamo anche brindato, per testimoniare che ci si può separare senza esiti feroci. È giusto le storie finiscano quando non ci sono i presupposti. Forse nessuno dei due era più innamorato, non aveva più senso andare avanti e sentivamo di perdere tempo, magari sottraendolo a persone che ci stanno aspettando”.

Nello stesso anno del divorzio è arrivato poi l’incontro con l’attuale marito. “Poi è arrivato il mio nuovo marito, dopo il divorzio del 2014. L’ho incontrato ad agosto dello stesso anno ed è stata una cosa travolgente, prevista dal destino”. Bruzzone ha spiegato anche la scelta di non diventare madre: “Ho scelto di non avere figli tanti anni fa. Non l’0ho mai messo in discussione e forse fu anche uno dei motivi che portò a velocizzare la fine del mio primo matrimonio, perché non era tra i miei progetti e non volevo compromettere quelli del mio ex marito. Non credo di essere predisposta alla maternità, non credevo di averne gli strumenti per gestire la parte mia”. Infine, ha voluto chiarire un aspetto del suo carattere spesso percepito dall’esterno: “Non sono un cyborg, anche se qualcuno è portato a crederlo. Sono una persona molto determinata che sa quello che fa, dicendolo in maniera netta. Ma forse questo a una donna non viene perdonato”.


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