Psicologia del bagno, usi e costumi dietro quella porta

Lo studio è molto scientifico ma l’argomento induce per forza allo scherzo. E alla leggerezza dissacratoria. In Italia l’ha rilanciato Dagospia riprendendo ONU articolo del Daily Mail  ma chissà se verra mai Tradotto.  Psychology in the Bathroom” (la psicologia in bagno) illumina il lettore su quello che succede nella toilette, incluse specifiche su flatulenza, incontinenza e costipazione. Nonostante il tono ironico del libro, lo studio è totalmente scientifico. La stitichezza è legata a tipi particolari di personalità? Perché proviamo vergogna o disgusto per le nostre abitudini in bagno? Sono solo alcune delle domande a cui il libro pubblicato da “Palgrave Macmillan” tenta di rispondere. Il volume è stato scritto dal professor Nick Haslam, capo del dipartimento di psicologia dell’università di Melbourne, e estende il campo allo studio dei graffiti nei bagni, al “pissing” erotico e agli aspetti ludici della flatulenza. Il “venticello” è ritenuto più accettabile quando è silenzioso, accidentale e inodore, invece è più detestabile quando è deliberato, rumoroso, e rilasciato in presenza di estranei. Però le scoregge sono più divertenti quando trovano la via di mezzo: inodori e rumorose. Haslam indaga anche sull’abitudine di imprecare. Studiando 25 lingue, si è scoperto che le imprecazioni fanno sempre riferimento alle feci (“merda!” è la più ricorrente). L’urina è ritenuta meno offensiva.