Sono state tra le presenze più riconoscibili e discusse dell’ultima edizione del Festival di Sanremo. Le Bambole di Pezza non si sono limitate a portare sul palco dell’Ariston l’energia di Resta con me, ma hanno trasformato ogni apparizione in un piccolo manifesto identitario. Dalla carica rock esibita fin dalla prima esibizione fino alla serata delle cover, dove hanno condiviso il palco con Cristina D’Avena sulle note dell’intramontabile Occhi di gatto, il gruppo ha saputo catalizzare attenzione, consensi e, come spesso accade, polemiche.
Il loro percorso al Festival non è stato soltanto musicale. A colpire è stata anche la scelta della vocalist Martina Cleo Ungarelli di presentarsi con un abito su cui campeggiava la scritta Give Peace a Chance, un messaggio chiaro in un’edizione segnata da tensioni internazionali e appelli alla pace. Un gesto simbolico che ha acceso il dibattito già nelle ore successive all’esibizione e che si è inserito in un contesto più ampio di prese di posizione pubbliche da parte degli artisti in gara.
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La discussione si è poi spostata in conferenza stampa, dove le Bambole di Pezza hanno affrontato apertamente il tema della parità di genere. A innescare il confronto è stata la domanda di un giornalista che ha definito il loro approccio “troppo femminista”. Una definizione che la band ha respinto con decisione, rivendicando l’importanza del termine e sottolineando come la parità non sia ancora un traguardo raggiunto. La risposta è stata ferma, ma argomentata: per il gruppo parlare di femminismo significa parlare di diritti e di equilibrio, non di contrapposizione.

Mentre sui social si moltiplicavano commenti e prese di posizione, l’attenzione si è improvvisamente spostata su quanto accaduto durante la loro prima esibizione all’Ariston. La scaletta della serata sembrava definita: al numero 24 era previsto Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, con Uomo che cade, seguito al 25 dalle Bambole di Pezza e, al 26, Chiello con Ti penso sempre. Tutto scritto, tutto programmato. Eppure la diretta ha preso un’altra strada.
Dopo l’esibizione di Tredici Pietro, segnata anche da un problema tecnico al microfono, sul palco è salito inaspettatamente Chiello. Le Bambole di Pezza, già pronte a entrare in scena, sono state fermate all’ultimo istante. Le telecamere hanno colto ogni dettaglio, amplificando un momento che in pochi secondi è rimbalzato sui social, diventando virale. Nelle immagini si sente chiaramente l’assistente di studio dire: “Ufficiale? Ragazze dobbiamo riscendere, perché c’è stato un cambio, scusate. C’è stato un cambio, c’è prima Chiello. C’eravate voi e Chiello, ma va prima Chiello e poi voi”.

Il DRAMA dietro le quinte #Sanremo2026 #DietroFestival pic.twitter.com/kzcDQVK6Cl
— E💙⚽️ (@N_3aae) March 1, 2026
La tensione non si è esaurita con il rientro dietro le quinte. A serata conclusa, un responsabile dello staff del gruppo è salito sul palco per chiedere spiegazioni, visibilmente contrariato: “Scusa, mi spieghi chi l’ha deciso? Posso parlare con chi l’ha deciso? Grazie. No, perché non è bello”. Parole che hanno aggiunto un ulteriore tassello a un Festival già denso di episodi e discussioni.
Tra musica, rivendicazioni e imprevisti in diretta, per le Bambole di Pezza questa edizione resterà impressa non soltanto per le performance, ma per tutto ciò che è accaduto attorno a loro. Un Festival vissuto da protagoniste, dentro e fuori dal palco, e destinato a far parlare ancora a lungo.


