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“Sconvolto, cosa mi ha detto pochi giorni fa”. Morte Peppe Vessicchio, Fabio Fazio rompe il silenzio

Vessicchio Fazio

È morto a Roma, all’età di 69 anni, il maestro Peppe Vessicchio, uno dei volti più amati e riconoscibili della musica italiana. Ricoverato al San Camillo Forlanini per una polmonite interstiziale precipitata rapidamente, il celebre direttore d’orchestra napoletano si è spento lasciando un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo e nel cuore del pubblico che lo aveva adottato come simbolo di eleganza e competenza musicale. La sua scomparsa, improvvisa e inaspettata, segna la fine di un’epoca per il panorama musicale italiano, di cui Vessicchio è stato protagonista per oltre quarant’anni.

Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio aveva costruito una carriera fatta di talento, rigore e passione. Compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra tra i più stimati del Paese, aveva saputo coniugare la tradizione musicale italiana con uno spirito moderno e aperto all’innovazione. La sua bacchetta ha accompagnato alcune delle voci più importanti della musica leggera, da Gino Paoli a Roberto Vecchioni, da Zucchero a Ornella Vanoni, passando per Edoardo Bennato e Peppino di Capri. Ogni collaborazione era per lui un dialogo tra sensibilità diverse, unite dalla stessa idea di musica come linguaggio universale.

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Peppe Vessicchio Fabio Fazio


Morte Peppe Vessicchio, lo struggente ricordo di Fabio Fazio

Ma il nome di Peppe Vessicchio è legato indissolubilmente al Festival di Sanremo, dove la frase “Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio” è diventata un’icona del costume popolare. Negli anni, la sua figura ha oltrepassato i confini della musica per entrare nell’immaginario collettivo, simbolo di professionalità e di quella leggerezza mai banale che lo rendeva amato da tutti. Sanremo, per lui, non era soltanto un palcoscenico, ma un luogo di incontro tra la cultura musicale italiana e il grande pubblico.

Peppe Vessicchio Fabio Fazio

Alla notizia della sua morte, il mondo dello spettacolo si è stretto nel cordoglio. Luciana Littizzetto, commossa, ha pubblicato un messaggio sui social: “Non ci credo. Non ci voglio credere. Tesoro musica bella”. Parole semplici ma piene d’affetto, che raccontano la profonda stima e l’amicizia nata sul palco di Che tempo che fa e durante le tante edizioni del Festival di Sanremo condivise con lui.

Profondo il dolore anche di Fabio Fazio, che ha raccontato all’Ansa un episodio personale: “Sono incredulo e sconvolto. Lo aspettavo per il libro su Mozart a Che Tempo Che Fa. Si è preoccupato di avvisarmi che avrebbe rimandato di un paio di settimane per una brutta tosse, con la consueta gentilezza. Un uomo dolce e gentile. Un amico. Un grande musicista”. Fazio ha poi concluso ricordando “un uomo che ha sempre colto il lato giocoso dello spettacolo. Ho tanti ricordi con lui e Luciana. Ci legavano una stima sincera e un’amicizia autentica. Sono senza parole”.

Carlo Conti, che con il maestro aveva condiviso non solo il palco dell’Ariston ma anche la direzione musicale dello Zecchino d’Oro, lo ha ricordato con parole cariche di riconoscenza: “Con il maestro Vessicchio se ne va un altro grande protagonista del festival di Sanremo e della musica italiana. Con il suo carattere, la sua immagine, il suo carisma e la sua professionalità era diventato un’istituzione”. Il conduttore ha poi aggiunto: “Per alcuni anni ho avuto il privilegio di condividere con lui anche le scelte musicali per lo Zecchino d’Oro ed ho avuto l’occasione di apprezzare da vicino la grande competenza. Dobbiamo essere grati per il suo importante contributo alla musica italiana ed al successo di tanti artisti”.

Anche il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, ha espresso il proprio cordoglio, sottolineando quanto il maestro fosse legato alla città dei fiori: “Mi colpisce molto la notizia della morte di Peppe Vessicchio, sono molto dispiaciuto. Non ho avuto il piacere di conoscerlo di persona, ma ha rappresentato tanto per il Festival e per la città di Sanremo, certamente un personaggio prestigioso che se ne va”.

Con la morte di Peppe Vessicchio scompare una figura che ha saputo rendere la musica un ponte tra generazioni, un maestro nel senso più profondo del termine, capace di insegnare con la passione e con l’esempio. La sua bacchetta non guiderà più l’orchestra, ma il suo nome resterà per sempre inciso nella storia della musica italiana, come quello di un artista che ha diretto non solo le note, ma anche il cuore del pubblico.


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