Pittori notturni e poeti. E la periferia di Roma rinasce

C’è chi, disoccupato, si fa prendere dallo sconforto e dalla rabbia e chi invece reagisce dando sfogo alla creatività. Chi ha optato per questa seconda opzione è il gruppo dei Pittori anonimi del Trullo (il quartiere romano tra la via Portuense e la Magliana) che si muove indisturbato di notte – tutti e quindici i membri rigorosamente incappucciati – e va a dipingere e colorare i muri delle stradine, dove, fino a qualche tempo fa, non era raccomandabile andare a passeggiare dopo il tramonto. Un modo, il loro, per rivalutare un quartiere. Disoccupati, i Pittori, quindi fanno collette per raccogliere soldi per comprare vernici e arnesi per portare a termine la loro missione: rendere accogliente un’area che tanto accogliente non è. Una missione pacifica, la loro, ecco perché evitano di accostare il bianco al celeste e il rosso al giallo, per evitare di creare discussioni tra tifoserie. Da qualche tempo, poi, ai Pittori si sono uniti i Poeti anonimi del Trullo che, sui muri colorati, scrivono versi in romanesco in rima. La prima opera di street art del Trullo, Nina, è diventata un luogo di pellegrinaggio: da tutta Roma accorrono per vedere cosa sta accadendo da quelle parti. Il prossimo step è costituire un’associazione. E già segni di consenso arrivano dal Comune. Come dire, l’unione e la creatività fanno la forza.