Perché gli italiani preferiscono Londra

“A Londra si vive peggio, ma si sta meglio”, sintetizza con intrigante controsenso Caterina Soffici nel suo libro  Italia Yes, Italia no (Feltrinelli), compendio delle ragioni che spingono migliaia di italiani a lasciare l’Italia per trasferirsi in Inghilterra. Eppure, nel Regno unito il clima è pessimo, si fa la coda per tutto, la società è classista e, a cominciare dalla scuola pubblica destinata ai perdenti mentre i carissimi college privati fanno da filtro all’eccellenza, dai doveri non si scappa. Elenca i pro e i contro di una scelta che al primo sguardo appare paradossale, Caterina Soffici, scrittrice abituata a vivere fra i due paesi. E via allora con l’eccentrica gara, con una premessa che contiene  tutti i perché del no al nostro Paese, opzione che ormai coinvolge decine di migliaia di persone: l’Italia non è un paese normale, l’Inghilterra sì. Se da noi il futuro appare incerto, oltre la Manica, grazie a regole chiare anche se severe, è visibile all’orizzonte. La scuola non illude e la selezione comincia da subito, va avanti il merito e non c’è raccomandazione che tenga a fare da imbuto al lavoro. E’ un dibattito, un po’ antropologico, ma anche molto basato sui fatti quello che offre Italia yes e Italia no, che cosa capisci del nostro Paese quando vai a vivere a Londra e, alla fine, vince il “no” perché  quello, almeno per ora, è un posto normale, mentre  l’ Italia è un’emergenza continua.

Caterina Soffici
Italia Yes, Italia no
Feltrinelli, 2014, Pag 142
Euro 14