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“Perché è scoppiata in lacrime”. Sanremo 2026, Serena Brancale piange dopo l’esibizione: si scopre il motivo

Serena Brancale Sanremo

C’era grande attesa intorno a Serena Brancale alla vigilia della prima serata del Festival di Sanremo 2026. Dopo le prove generali il suo nome circolava con insistenza tra i giornalisti accreditati e, secondo gli scommettitori, era lei la favorita per sorprendere l’Ariston. Le aspettative erano altissime, alimentate dal passaparola su Qui Con Me, un brano definito tra i più intensi e raffinati di questa edizione della kermesse.

Quando le luci del Teatro Ariston si sono abbassate e la cantante barese ha iniziato a cantare, l’impressione è stata immediata: la voce era sicura, potente, capace di sfumature delicate e controllate. L’interpretazione è stata impeccabile dal punto di vista tecnico, ma soprattutto emotivamente coinvolgente. Al termine della serata, il verdetto ha confermato le previsioni: Serena Brancale è entrata nella top 5 della prima serata, consolidando il suo ruolo da protagonista in questa edizione del Festival.

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Sanremo Serena Brancale


Sanremo 2026, perché Serena Brancale ha pianto alla fine dell’esibizione

Eppure, il momento che più ha colpito il pubblico non è stato l’annuncio della classifica. Durante l’esibizione, l’artista ha più volte alzato lo sguardo e le mani verso l’alto, quasi a cercare un dialogo silenzioso con qualcuno. Ha trattenuto le emozioni fino all’ultima nota, mantenendo un controllo straordinario. Poi, appena il brano si è concluso, si è lasciata andare a un pianto liberatorio davanti a milioni di telespettatori. Sui social, in pochi minuti, si sono moltiplicate le domande sul perché di quelle lacrime.

Sanremo Serena Brancale

La risposta affonda le radici in una ferita ancora aperta. Qui Con Me non è soltanto una canzone d’amore o una ballata malinconica: è una dedica alla madre, scomparsa nel 2020. Già lo scorso agosto, in un’intervista al Corriere della Sera, Serena Brancale aveva raccontato il peso di quel lutto, dichiarando: “Il mio più grande dolore. Di lei conservo ancora le scarpe, i vestiti, i cappelli. Questo vestito che indosso è suo”, parole che oggi assumono un significato ancora più profondo alla luce della performance sanremese.

La genesi del brano è stata lunga e complessa. Dopo aver annunciato il titolo durante Sarà Sanremo, la cantante aveva spiegato che Qui Con Me è una vera e propria lettera alla madre, scritta con fatica, nel tempo. Un processo durato sei anni, necessario per trovare le parole giuste e dare forma a un dolore mai del tutto sopito. La ferita, aveva ammesso, è ancora lì.

“Parlo a mia madre in questo brano. Io sono diventata esattamente come lei, c’è del tragicomico. Però capisci anche tanti consigli che mi dava di protezione, di paura, sono i consigli che io do a mio fratello, perché è giovane, ha 23 anni. E quindi mi sento lei perché diceva le stesse cose a me. Quindi mi guardo, mi ascolto, la mia voce comincia ad assomigliare tanto alla sua. Per questo è qui con me, non tanto nella fede, ma proprio nelle cose che vedo ogni giorno nello specchio. È una lettera che dedico a mia madre, c’ho messo sei anni per arrivare a questo. Perché avevo bisogno di tempo per trovare tutte le parole giuste, soprattutto con tanto silenzio, un brano che ha tanti respiri e nei respiri c’è tanta musica. Stamattina mi sono emozionata, perché ho visto dei videoclip che stiamo realizzando e stiamo chiudendo. Quindi vedere delle cose che fanno parte di me -aveva detto Serena Brancale – è stato forte, non è una cosa che porto perché devo far divertire, ma devo raccontare una cosa che mi ferisce, continua a ferirmi. Questa è una cosa che ho metabolizzato, questo sì, però è una ferita che rimane”.

Quelle lacrime sul palco dell’Ariston non erano quindi soltanto l’effetto della tensione. Erano il punto di arrivo di un percorso personale e artistico lungo anni, il momento in cui un dolore privato è diventato racconto pubblico. E in quell’abbraccio ideale rivolto verso l’alto, Serena Brancale ha mostrato che, almeno per una sera, sua madre era davvero lì con lei.


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