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“Ora te lo dico”. L’avvocato di Andrea Sempio gela Carmelo Abbate, cosa rivela Angela Taccia

Con il caso Garlasco tornato al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, il confronto tra le parti coinvolte si fa sempre più acceso. Nella puntata di martedì 16 giugno 2026 di È Sempre Cartabianca, Bianca Berlinguer ha riunito in studio due protagonisti della vicenda: gli avvocati Antonio De Rensis e Angela Taccia, che rappresentano rispettivamente Alberto Stasi e Andrea Sempio. Una discussione che ha fotografato due percorsi giudiziari ormai destinati a incrociarsi, mentre la Procura di Pavia continua a sostenere che il vero responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi possa essere Sempio e non Stasi.

L’attenzione si è aperta inevitabilmente sulla nuova fase della vita di Alberto Stasi. Dopo l’ottenimento dell’affidamento in prova, l’ex bocconiano ha lasciato definitivamente il carcere, pur dovendo ancora rispettare alcune prescrizioni. Nel suo intervento, De Rensis ha sottolineato: “Abbiamo parlato telefonicamente, Alberto ha questo beneficio previsto dalla legge, derivante da un percorso come detenuto ineccepibile. E’ stato scritto espressamente che pur rivendicando la propria innocenza, legittimamente, ha accettato la condanna e fatto un percorso senza sbavature. Questo è un primo approccio a una seconda vita, ci sono ancora prescrizioni, ma noi dobbiamo riuscire a farlo revisionare, lui deve essere assolto da una condanna che noi riteniamo ingiusta, lui altrettanto, ma forse non lo pensiamo solo noi, credo anche tanti altri, compresa la Procura di Pavia, che è un altro pezzo dello Stato. Noi siamo concentrati sulla sua posizione”.

sempio intercettato svolta carabinieri


Garlasco, l’avvocato Taccia parla da Bianca Berlinguer



“Per me e Giada (Bocellari, sua collega, ndr) è importante che le indagini si chiudano, in modo da avere tutti gli elementi, anche se stiamo già lavorando su quelli che abbiamo. Penso, e posso sbagliare, che il percorso della Procura di Pavia, sbagliato o giusto lo vedremo, sia senza dubbio frutto di una strategia investigativa, non su sensazioni o idee”. Di fronte a queste parole, Angela Taccia ha ribadito la posizione della difesa di Andrea Sempio, evidenziando come il lavoro del suo team sia orientato soprattutto all’analisi tecnica degli atti e delle consulenze. L’avvocata ha inoltre espresso forti perplessità sull’ipotesi che si possa arrivare a un contrasto tra decisioni giudiziarie differenti riguardanti un delitto che, a suo avviso, resta configurabile come reato monosoggettivo.

Taccia ha dichiarato: “Noi stiamo attendendo, per ora lavoriamo per approfondire sempre di più e rendere solide altri nostri lavori e consulenze. Il nostro è un percorso diverso, mi auguro che non si arrivi a un contrasto di giudicati, quello sarebbe un problema grosso, non riesco a comprendere come certi giuristi possano ritenerlo possibile. E’ un reato monosoggettivo, si vedrà, anche se noi speravamo di confrontarci in contraddittorio su elementi concreti, non ci aspettavamo adesso la consulenza psichiatrica, oltretutto da parte della Procura. Per noi probabilmente non c’erano elementi così solidi contro, per questo pensiamo l’abbiano chiesta, altrimenti ci saremmo confrontati subito”.

Uno dei momenti più tesi della trasmissione è arrivato quando il giornalista Carmelo Abbate ha criticato apertamente la strategia adottata da Sempio durante l’interrogatorio del 6 maggio. Per Abbate, chi non ha nulla da nascondere dovrebbe affrontare direttamente le domande degli investigatori. Il commento è stato netto: “Se non hai niente da nascondere, vai e ti fai interrogare”.

La replica di Angela Taccia non si è fatta attendere e ha acceso ulteriormente il dibattito in studio. L’avvocata ha difeso la scelta processuale del suo assistito ricordando che la facoltà di non rispondere rappresenta un diritto previsto dall’ordinamento e che le strategie difensive non possono essere giudicate secondo criteri mediatici. “Ci sono regole e tecniche, altrimenti chiunque può fare l’avvocato o il magistrato, oggi mi sembra di moda non stare più nelle proprie competenze, lo dico con immensa umiltà”, ha risposto.

L’avvocata sottolinea inoltre che l’onere della prova spetta esclusivamente all’accusa e non all’indagato. Per questo motivo, a suo giudizio, il dibattito pubblico rischia spesso di capovolgere i principi fondamentali del diritto penale, pretendendo che sia l’indagato a dimostrare la propria innocenza anziché la Procura a provare la sua responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio. La discussione si intreccia poi con la messa in onda delle immagini dell’interrogatorio del 6 maggio, durante il quale il procuratore aggiunto Civardi ha illustrato a Sempio tutti gli elementi che gli investigatori ritengono significativi nell’ambito della nuova inchiesta. Sebbene il suo assistito non abbia risposto alle contestazioni, Taccia si mostra estremamente sicura della linea difensiva costruita negli ultimi mesi.

“Noi sappiamo smontare tutto, punto per punto. C’è la loro tesi, ma anche la nostra. Abbiamo depositato una memoria difensiva sui soliloqui, è tutto documentato, abbiamo anche notato dalla videosit di Marco Poggi che i PM ribadiscono quello che diciamo anche noi, dicono: ‘Andrea Sempio commentando un podcast’, noi abbiamo solo approfondito il tema. La versione è la stessa, noi abbiamo dato maggiori spiegazioni, nonostante, lo ripeto fino alla nausea, l’onere della prova spetta alla Procura”.

Nel finale è arrivata una domanda particolarmente personale da parte di Bianca Berlinguer. La conduttrice ha chiesto all’avvocata se, conoscendo Andrea Sempio da molti anni, non abbia mai avuto l’impressione di trovarsi davanti a “due Sempio diversi”, riferendosi ad alcuni passaggi contenuti nei diari e nei messaggi emersi nelle indagini. Taccia ha escluso questa possibilità, spiegando: “Avevamo parlato delle difficoltà tra amici, della propria vita, posso avere io un periodo brutto, ma anche lui. Io però non ho pensato a due Sempio diversi, mi sono limitata solo a leggere le carte. Un conto è essere amica, un altro il legale. Quando ascolto il cliente e poi leggo le carte mi faccio un’idea, sulla base delle risultanze istruttorie”. Una risposta che conferma come, mentre le indagini proseguono, la difesa continui a contestare punto per punto la ricostruzione della Procura.


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