“Ma alza il c*** e vieni qua!”. Non è l’Arena: la furia di Nunzia De Girolamo contro l’ospite. Ed ecco cosa succede in diretta

Una agguerrita Nunzia De Girolamo si è scagliata ieri sera, durante l’ultima puntata di Non è L’arena, contro il sindacalista Nuccio Azzarà. In studio da Massimo Giletti e naturalmente si parla di coronavirus, con il fronte che rischia di spostarsi al Mezzogiorno, e l’ex ministra di Alfano punta il dito contro la situazione della sanità in Calabria e nel Sud in generale: “So che per un sindacalista è difficile ascoltare, ma mi faccia finire: voi in questi anni dove eravate quando la sanità veniva commissariata? Perché non vi siete indignati?”.

E qui che Azzarà perde la pazienza: “Ma che cosa sta dicendo? Lei non sa cosa abbiamo fatto in Calabria, alzi il c*** e venga qua”. “Ma raccontiamo anche il Sud positivo!”. Poi l’ex ministro delle Politiche agricole ha voluto ricordare anche gli aspetti positivi del Sud come ad esempio i 550 operatori sanitari calabresi pronti a partire per la Lombardia ad aiutare i colleghi negli ospedali per sconfiggere questa epidemia. In precedenza, il sindacalista aveva detto a Giletti “che abbiamo perso una settimana di vantaggio che avremmo potuto dedicare a moltissime cose”. (Continua a leggere dopo la foto)


Azzarà ha aggiunto che dopo 7 giorni “la situazione è ancora più scabrosa. Abbiamo 200 operatori, che sono la task force sul territorio rappresentata dal 118, che domattina rischia di paralizzarsi completamente”. E ha spiegato che si tratta di operarori, “ai quali non è stato fatto alcun tipo di tampone e che stanno andando avanti con le mascherine di nonna Giovanna e di nonna Caterina”. (Continua a leggere dopo la foto)

Azzarà ha usato questi termini per dire che “si sono dovuti fermare perché mancano loro i presidi fondamentali di sicurezza per poter operare sul territorio”. Intanto la Calabria è la prima regione in Italia ad aver chiesto e ottenuto di utilizzare il Ruxolitinib per il trattamento di pazienti colpiti da coronavirus. (Continua a leggere dopo la foto)

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Attualmente il farmaco viene usato in ematologia per le sindromi mieloproliferative croniche, un gruppo di patologie del midollo osseo caratterizzate dalla produzione di quantità eccessiva di uno o più tipi di cellule ematiche nel midollo osseo. Lo ha reso noto dipartimento Tutela della salute della Regione. Cosa succede adesso? Nessuno può prevedere il futuro.

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