Negli slum di Nairobi dove l’unica alternativa per sopravvivere è correre

Il Kenya non è solo safari e resort di lusso. Il Kenya è soprattutto quello delle baraccopoli che odorano male e accolgono ancora peggio. Ecco perché Bingo, il protagonista dell’ultimo romanzo di James A. Levine, La ragione per cui corro, a un certo punto, si mette a correre. Un libro che cominci a leggere e finisce per farti pensare.

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Quando il mondo intorno a te sta crollando, e tu sei solo un ragazzino senza santi in paradiso, non ti resta che correre. E Bingo corre. Corre per le strade devastate degli slum di Nairobi, corre per luoghi dove la speranza è stata dimenticata e il futuro è un buco nero. Corre trasportando piccole buste contenenti la cosa più preziosa che c’è, la polvere bianca che luccica più dell’oro. L’eroina. Quella per cui a Nairobi non si esita a uccidere, ma grazie alla quale Bingo e gli altri come lui – ragazzi che non hanno niente e nessuno al mondo – riescono, in qualche modo, a sopravvivere. Perché Bingo – un orfano di quindici anni, che per un disturbo della crescita ha ancora le fattezze dolci di un bambino – ha imparato presto il compromesso. Eppure sarà proprio lui a raccontarci che a volte, anche quando intorno c’è l’inferno, la bellezza si può trovare nelle piccole cose. Una storia straordinaria, forte e toccante, che ci trasporta in un mondo lontano ma fin troppo reale, un inferno in terra dove l’amore non ha mai fatto capolino. Raccontata con una voce sorprendente, struggente e incredibilmente autentica.

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La ragione per cui corro

di James A. Levine

Piemme