Lite Morgan-Bugo a Sanremo: il cantante spiega il vero significato del testo modificato

La lite tra Bugo e Morgan al settantesimo Festival di Sanremo sta ancora tenendo banco. I due cantanti continuano, in un modo o nell’altro, a dire la loro e a lanciarsi delle frecciatine che non passano certo inosservate. Da una parte Bugo, ospite in Rai per spiegare i motivi che l’hanno portato ad abbandonare il palco dell’Ariston dopo la performance del collega, dall’altra parte Morgan, che dagli studi di Barbara D’Urso ha accusato Bugo e al suo staff di avergli fatto fare una figuraccia il giorno degli inediti.

Il fatto ormai è di dominio pubblico. Durante la penultima serata di Sanremo, Morgan e Bugo hanno avuto una lite poco prima di salire sul palco e al momento dell’esibizione il leader dei Bluvertigo ha cantato una strofa del brano in gara (Sincero) cambiandone le parole.
I versi cantanti da Morgan erano un attacco al suo compagno d’avventura. Il risultato? L’abbandono del palco da parte di Bugo e la conseguente squalifica del duo dal festival di Sanremo. (Continua a leggere dopo la foto)


“Le brutte intenzioni, la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera, la tua ingratitudine, la tua arroganza, fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa. Certo il disordine è una forma d’arte ma tu sai solo coltivare invidia. Ringrazia il cielo sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro. Ma questo sono io”, è la parte del brano rivisitato da Morgan, che dal suo sito ufficiale ha voluto spiegare il vero significato delle sue parole. (Continua a leggere dopo la foto)

“È un testo dissident, non un dissing. – scrive Morgan – Si tratta di dissenso cantato da un dissidente a un dissennato cantante”. Poi rivela che alcune sfumature sono state interpretate male. “‘Certo disordine è una forma d’arte’… intendendo qui che alcune tipologie di disordine, ad esempio quel disordine che appartiene alla creatività o alla organizzazione fantasiosa e non rigida della realtà e degli oggetti che fanno parte della realtà, sono delle modalità che a volte stanno alla base dell’artista stesso, cioè che molte opere d’arte nascono proprio dal caos come del resto si narra che il mondo venga generato da un magna amorfo, L’ápeiron. Dal Caos al Cosmos. (Continua a leggere dopo la foto)

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Dunque non dobbiamo sganciare le frase successiva da questa, perché la frase che ad essa segue è parte del ragionamento ossia parafrasato: Ok, d’accordo, lo sappiamo che in molti casi gli artisti sono disordinati, casinisti, incasinati, ma tu no, tu non sei il prodotto della coltivazione del disordine, ma piuttosto uno che calcola e trae forza dal rancore. Quindi: certo disordine è una forma d’arte, ma tu sai solo coltivare invidia.

Poi una precisazione sulla frase: “Ringrazia il cielo sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro”. “Quei due verbi non vanno confusi perché hanno un significato particolare. Essere su quel palco è un privilegio per qualsiasi artista, quindi va ringraziato qualcosa di superiore a noi, che non deve essere necessariamente Dio, ma qualcosa di simile al destino o alla fortuna o al caso o alla provvidenza ma certamente una cosa grande che dobbiamo onorare e viverne la sacralità. Il rispetto, invece, lo si deve a tutte quelle persone che hanno contribuito a far sì che quel brano finisse a Sanremo: una cosa che Bugo e i suoi collaboratori non hanno avuto per me nei due mesi precedenti al Festival. ‘Dentro’, invece, non significa solo in gara al Festival, ma anche e soprattutto all’interno di un meccanismo dal quale si trae beneficio in ogni suo aspetto quindi anche giù dal palco, nelle radio, nelle tv, sui giornali ecc.”.

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