Per anni La ruota della fortuna è stata uno dei pilastri più riconoscibili della televisione generalista italiana, un appuntamento capace di attraversare le stagioni senza mai perdere il proprio pubblico. Oggi il programma vive una nuova fase di successo, con ascolti record che ne confermano la centralità nel palinsesto Mediaset. Proprio in questo contesto di continuità e risultati consolidati è arrivato un annuncio del tutto inaspettato, pronunciato in studio da Gerry Scotti, che ha colto di sorpresa sia i concorrenti sia il pubblico a casa. Un cambiamento radicale, annunciato con naturalezza ma destinato a segnare una svolta storica per il format e per l’intero sistema dei giochi a premi televisivi.
“Dal primo febbraio i premi nei giochi televisivi La ruota della fortuna e più tardi anche a Chi vuol essere milionario non verranno più dati in gettoni d’oro ma saranno liquidati in soldi reali con la ritenuta d’acconto”. Con queste parole Gerry Scotti ha ufficializzato la fine di una prassi storica, confermando che i giochi a premi di Mediaset non utilizzeranno più i gettoni d’oro. Il primo a beneficiare della novità è stato Paolo, campione de La ruota della fortuna, studente di ingegneria di 19 anni, che si è aggiudicato un montepremi da 20 mila euro, incassato per la prima volta “in soldi reali”.
Leggi anche: Martina Miliddi ad Affari tuoi, cosa succede da quando è nel programma di Stefano De Martino

“Cambiamento storico”. La Ruota della fortuna, l’annuncio di Gerry Scotti sul programma
L’utilizzo dei gettoni d’oro affonda le sue radici negli esordi dei programmi televisivi con vincite in denaro ed era stato pensato per aggirare le rigide norme italiane sul gioco d’azzardo, risalenti agli anni Cinquanta, oltre che per rispettare la legge del 1938 che disciplina giochi pubblici, lotterie e manifestazioni con premi legati alla sorte. Questo meccanismo, tuttavia, è stato di fatto superato nel 2018, quando una sentenza del Tar del Lazio ha stabilito che le emittenti televisive possono corrispondere premi in denaro, a condizione che vengano rispettati i limiti sull’uso del contante e che le regole di partecipazione siano chiare, imparziali e comunicate in anticipo.

Oltre al profilo normativo, la liquidazione in gettoni d’oro comportava anche un notevole aggravio di costi, che finiva per ridurre sensibilmente il valore effettivo del premio. La normativa fiscale (art. 30 del Dpr 600/1973) prevede infatti una ritenuta alla fonte del 20% sulle vincite ottenute in quiz e giochi a premi trasmessi in tv, applicata direttamente dall’emittente e definitiva, quindi non soggetta a dichiarazione dei redditi. A questa si aggiungeva l’Iva al 22% sull’acquisto dell’oro, oltre ai costi di conversione e di trasporto, tutti oneri sostenuti prima della consegna del premio al vincitore.

Con la nuova formula basata sulla sola ritenuta d’acconto, il percorso per incassare una vincita viene notevolmente semplificato. Il premio viene erogato tramite bonifico bancario, con la trattenuta del 20% già applicata dall’emittente televisiva, che agisce come sostituto d’imposta e versa successivamente la somma all’Erario. Nel caso di Paolo, dunque, dai 20 mila euro lordi annunciati in trasmissione, Mediaset ha trattenuto 4 mila euro di ritenuta d’acconto, consentendo al giovane vincitore di incassare un premio netto pari a 16 mila euro. Una novità che cambia radicalmente il volto delle vincite televisive e segna un nuovo corso per i giochi più amati dal pubblico.


