“Non volevo emettere più un respiro”. Il dramma della cantante italiana, un dolore impossibile da dimenticare

Manuela Villa torna in libreria. Dopo L’obbligo del silenzio” (2007) e “La sposa e il diavolo” (2009) pubblica un altro libro edito da Armando Curcio. Si intitola “L’alimentatore” con la prefazione di Alessandro Cecchi Paone. Romanzo particolare, di sapore noir, che si interroga sugli effetti che la mancanza di figure di riferimento può scatenare. Corinne e Sebastian, i due amanti perduti in questo mare di “amore malato”, ne sono l’esempio.

In questo racconto pungente di Manuela Villa, la protagonista Corinne è vittima e forse complice: inizierà a mangiare a non finire, per colmare quei vuoti interiori che la attanagliano, pur di appagare le attenzioni di un uomo che forse non la ama davvero, ma si illude e la illude di questo amore. Oltre la scrittura, la grande passione di Manuela Villa è la musica. L’ha iniziata a studiare quando aveva 5 anni. Ha conosciuto il padre, Claudio Villa all’età di 12 anni. Intanto, lui si era rifatto una vita e aveva rifiutato di riconoscere sia lei che suo fratello. Claudio Villa è morto nel 1987 e non ha mai ufficialmente riconosciuto la figlia Manuela.

manuela villa obesità

Tuttavia con una battaglia legale postuma avviata quando aveva 18 anni è riuscita ad ottenere il riconoscimento dopo una lunga battaglia legale che si è conclusa nel 2004 in Cassazione. Manuela Villa è stata ospite di Serena Bortone a Oggi è un altro giorno. Una lunga intervista nella quale ha parlato del libro, del rapporto con il padre, della lunga vicenda giudiziaria per il riconoscimento.


La cantante parla della scomparsa del padre a 61 anni: “Dopo la sua morte comincio a cantare le sue canzoni. Era il mio compleanno, quando ho saputo che mio padre era morto, pensavo fosse uno scherzo. Esplosi in un pianto, ma nessuno sapeva perché. Venne un uomo che mi diede un calice di spumante. Lo spumante più amaro della mia vita. Non volevo più emettere un respiro. Per riprendermi mio padre, ho ripreso i suoi respiri iniziando a interpretare i suoi duetti”.

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Poi Manuela Villa parla del rapporto con il padre e della battaglia per il riconoscimento: “Abbiamo spizzicato il tempo insieme, sognavo di mangiare la pizza con lui. Non c’è mai stata possibilità. La rabbia che ho provato era da ragazza, per non riuscire a prenderlo. Mi rasserenavo a casa, avendo una famiglia completa. Non mi sono mai sentita una sorellastra. Sono arrivata a essere obesa, dovevo compensare”.

Pubblicato il alle ore 18:09 Ultima modifica il alle ore 18:14