Da alcuni mesi Chi l’ha visto sta attraversando una fase delicata sul fronte degli ascolti, anche se il tema resta sorprendentemente poco discusso. Eppure i numeri raccontano una storia chiara. Fino a un paio di anni fa il programma condotto da Federica Sciarelli superava con regolarità i 2 milioni di spettatori e solo lo scorso anno viaggiava su una media solida intorno al 10% di share. Da due mesi, e forse anche qualcosa in più, la tendenza si è però invertita in modo evidente.
Il dato interessante è che il calo non sembra dipendere dalla concorrenza diretta. Un anno fa, ad esempio, Chi l’ha visto riusciva a portare a casa quasi il 10% di share anche contro una fiction di Rai 1 capace di arrivare al 18. Questo porta a escludere che il problema sia legato semplicemente a ciò che va in onda sulle altre reti in prima serata. La domanda, dunque, è inevitabile: cosa sta cambiando davvero?
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Federica Sciarelli, brutte notizie su Chi l’ha visto
Una prima ipotesi, stando a Ulimenotizieflash, riguarda l’effetto traino di La ruota della fortuna su Canale 5, che ormai si prolunga spesso fino alle 22 circa. Una partenza così ritardata della prima serata mette in difficoltà tutte le altre reti e potrebbe aver sottratto tra i 300 e i 500 mila spettatori a Rai 3. Il pubblico potrebbe essere simile e in target e questo spiegherebbe almeno in parte la flessione. Ma questa spiegazione, da sola, non sembra sufficiente.

Basta infatti leggere i commenti sui social, compresi quelli sulla stessa pagina ufficiale di Chi l’ha visto, per rendersi conto che una parte del pubblico non è più soddisfatta dei contenuti proposti. È un dato che emerge con forza: non è piaciuto il modo in cui è stato trattato il caso Garlasco e, più in generale, molti telespettatori faticano a comprendere perché un programma nato per occuparsi di persone scomparse continui a tornare su casi di cronaca quando le persone non risultano più scomparse ma sono state ritrovate.
Il ragionamento viene esteso anche ad altri casi, come quello di Liliana Resinovich. Secondo molti, una volta superata la fase della scomparsa, il programma dovrebbe passare oltre. In questo contesto non è stato compreso neppure lo spazio dedicato di recente al caso di Federica Torzullo, un femminicidio purtroppo risolto, con il colpevole già in carcere. Per una parte del pubblico, questo tipo di scelte allontana Chi l’ha visto dalla sua missione originaria.
Ed è proprio qui che emerge il nodo centrale. Molti spettatori ricordano come Chi l’ha visto abbia aiutato decine di famiglie a ritrovare persone scomparse e a far riaprire casi dimenticati, mentre oggi la sensazione diffusa è che quella missione si sia in parte persa. A questo si aggiunge un altro elemento: diversi giornalisti e inviati storici del programma sarebbero stati trasferiti su altri progetti, lavorando anche per il Tg e per Vita in diretta. Questo alimenta l’idea che la redazione possa avere problemi di organico e quindi difficoltà a mandare inviati in giro per l’Italia a seguire nuovi casi di scomparsa.

Ho adorato per 30 anni chi l’ha visto! Ad oggi l’ho cancellato proprio dalle cose da vedere. Per fortuna non ho guardato il servizio da stasera. Che delusione
— Eleonora (@Eleonora_marcoz) January 29, 2026
Grazie a tutti. La puntata in diretta è terminata. Gli appelli e le inchieste di "Chi l'ha visto?" tornano in prima serata su #Rai3 mercoledì #4febbraio. La redazione è sempre operativa con il sito e i canali social. #chilhavisto→ https://t.co/gGD1ra9GoT pic.twitter.com/EeshzchwU1
— Chi l'ha visto? (@chilhavistorai3) January 28, 2026
C’è poi un’accusa che arriva da una fascia di pubblico più ampia, non riconducibile ai semplici hater o ai tifosi del “caso Garlasco”. Anche nell’ultima puntata è andato in onda un nuovo servizio dedicato proprio a Garlasco, sottraendo tempo, come molti fanno notare, a storie di scomparsa che avrebbero potuto trovare spazio. Non solo. Diversi spettatori ritengono che, quando si affronta un caso giudiziario, dovrebbe esserci sempre un contraddittorio, soprattutto se si abbraccia una tesi precisa, come il rispetto delle sentenze di condanna per Stasi e dunque la colpevolezza di Alberto.
I commenti sui social sono espliciti. “Smettetela di processare Stasi! Non se ne può più, così fate controinformazione, così non rendete giustizia a Chiara. Vergognatevi!”. E ancora: “Era la mia trasmissione del mercoledì, non ne perdevo una, quanto siete scaduti”. Segnali di un malcontento che va oltre il singolo caso e tocca la percezione complessiva del programma. In un periodo storico in cui il pubblico sceglie cosa guardare anche in base al modo in cui vengono trattati i casi mediatici più importanti, Chi l’ha visto sembra trovarsi davanti a un bivio. O si adotta una linea neutrale, dando voce a tutti i protagonisti, avvocati di Stasi, avvocati di Sempio, consulenti e legali dei Poggi, oppure si sceglie di non affrontare più certi casi. Soprattutto considerando che il programma nasce con altri obiettivi.
Se per vicende come quelle di Liliana, di Sarah Scazzi o di Roberta Ragusa il percorso è chiaro, dalla scomparsa all’omicidio, nel caso di Garlasco molti telespettatori faticano a vedere una reale motivazione per continuare a occuparsene. E i numeri iniziano a pesare. L’ultima puntata ha registrato una media di 1,3 milioni di spettatori con il 7% di share. Dati che non possono essere ignorati. Qualcosa non sta funzionando, anche sul fronte dei social, dove il programma era un tempo molto più commentato e seguito. Capire cosa stia allontanando il pubblico potrebbe essere il primo passo per ritrovare quella centralità che, per anni, ha reso Chi l’ha visto un punto di riferimento del servizio pubblico.


