La notizia ha iniziato a circolare nelle prime ore della giornata, rimbalzando rapidamente tra fan page, forum dedicati alle serie cult degli anni Novanta e profili social di appassionati di televisione. Un annuncio breve, carico di dolore, che ha subito fatto temere il peggio e che ha riportato alla memoria una stagione della fiction capace di segnare un’epoca, lasciando un’impronta profonda nell’immaginario di intere generazioni.
Al centro del racconto c’è una lunga battaglia combattuta lontano dai riflettori, durata tre anni, contro una forma aggressiva di cancro alla gola. Una lotta affrontata con riservatezza, mentre intorno continuavano a vivere i ricordi di un volto diventato simbolo di fascino, carisma e successo televisivo. La scomparsa è avvenuta domenica, lasciando un vuoto non solo nella famiglia, ma anche in quel pubblico che aveva imparato a riconoscerlo e ad amarlo sullo schermo.
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Morto l’attore Marcus Gilbert, l’annuncio della famiglia
A piangerlo oggi sono soprattutto i due figli, Maxi e Aaliya, entrambi di 29 anni, che si trovano a fare i conti con un’eredità affettiva e artistica importante. Intanto, sui social, cominciano ad apparire messaggi di cordoglio e ricordi personali, segno di quanto quella figura abbia attraversato il tempo restando viva nella memoria collettiva.
Marcus Gilbert, attore nato a Bristol e diventato celebre soprattutto grazie al ruolo di Rupert Campbell-Black nell’adattamento televisivo del 1993 di Riders, tratto dal romanzo di Jilly Cooper. Proprio quel personaggio, affascinante e spavaldo, aveva consacrato la sua popolarità internazionale, rendendolo uno dei volti più riconoscibili della televisione britannica dell’epoca.
A dare la conferma ufficiale della morte è stato un sito di fan a lui dedicato, che su Facebook ha condiviso una dichiarazione destinata a commuovere: “Oggi abbiamo appreso la triste notizia che Marcus ha perso la sua battaglia contro il cancro domenica 11 gennaio 2026… Noi, insieme ai suoi numerosi fan in tutto il mondo, piangeremo la sua perdita e ricorderemo la gioia che ci ha regalato sullo schermo e di persona. RIP Marcus”. Un messaggio che in poche ore è stato ricondiviso centinaia di volte, diventando il punto di riferimento per chi cercava conferme e voleva lasciare un pensiero.

Negli anni più difficili della sua vita privata, Gilbert aveva dovuto affrontare anche un altro colpo durissimo. Nel 2020 la figlia aveva rivelato che al padre era stato diagnosticato il morbo di Parkinson, una notizia arrivata mentre la moglie, Homaa Khan-Gilbert, combatteva contro un cancro al pancreas. Homaa, medico, è scomparsa nello stesso anno dopo 28 anni di matrimonio, a seguito di complicazioni sopraggiunte dopo un intervento chirurgico e un lungo ricovero in terapia intensiva.
Alla notizia della morte sono seguiti tributi carichi di emozione. Tra i messaggi dei fan spiccano parole come “Tornato a casa, tra le braccia degli angeli e di Homaa… Oh mio Dio. RIP Marcus… Così triste… Una notizia così triste…”. Anche il collega Toby Hadoke ha voluto ricordarlo pubblicando tre immagini e scrivendo: “Un attore affascinante, affascinante e forte, con un pizzico di brio…”. Un omaggio semplice ma sentito, che ha raccolto decine di commenti di colleghi e appassionati.

La sua storia recente era tornata alla ribalta anche per la relazione con Lysette Anthony, sua co-protagonista nel film Un fantasma a Monte Carlo, conosciuta come il “volto degli anni ’80” dal fotografo David Bailey. I due si erano ritrovati 33 anni dopo il primo bacio sullo schermo, dando vita a una storia d’amore che aveva sorpreso e intenerito molti. Un amico dell’attrice aveva raccontato: “È una storia d’amore seria e dura da un po’ di tempo. Sono una coppia adorabile. Lysette è pazza di lui”.
Sui social, l’attrice aveva condiviso diverse immagini della loro relazione. Nel maggio 2023 aveva pubblicato un post su Instagram alternando fotogrammi del film del 1990 a fotografie recenti, accompagnandole con la didascalia: “Il mio amore per sempre”. Un messaggio che oggi assume un significato ancora più profondo. La loro relazione era nata dopo che Marcus aveva saputo della diagnosi di Parkinson di Lysette, e i due si erano messi in contatto tramite l’agente di lei, iniziando un percorso comune fatto di sostegno e vicinanza.
La carriera di Marcus Gilbert è stata intensa e variegata. Oltre a Riders, ha recitato in film come Rambo III e nella serie Doctor Who, dove aveva lasciato il segno interpretando Ancelyn nella storyline Battlefield. Alla fine degli anni Ottanta era stato persino preso in considerazione per il ruolo di James Bond, poi assegnato a Timothy Dalton. Nel corso della sua carriera aveva girato oltre 50 spot pubblicitari, tra cui quello per Lee Jeans intitolato Mean Jeans, diretto da Willi Patterson, premiato nel 1986 come miglior spot cinematografico.
Tra i ricordi più toccanti c’è anche quello legato a Doctor Who. Dopo la notizia della morte, lo showrunner Russell T Davies ha commentato con poche parole sotto il post di Toby Hadoke: “Oh, che triste notizia”. Un saluto semplice, ma capace di racchiudere il senso di perdita condiviso da un intero mondo artistico. Con la scomparsa di Marcus Gilbert se ne va non solo un attore, ma un frammento di storia della televisione e del cinema britannico, destinato a restare vivo nei ricordi di chi lo ha seguito e ammirato.


