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La nuova frontiera del selfie? Le statue narcisiste

I nostri tempi sono caratterizzati da un’esplosione di autoritratti, i selfie, inviati su scala globale attraverso i social network e personalizzati dalla creatività infinita che realizza combinazioni a volte davvero divertenti. In una recente visita alla Galleria d’Arte Crawford a Cork, in Irlanda, un utente Reddit, sito Internet di social news e intrattenimento, ha avuto l’idea geniale di fare delle foto alle statue, riproduzioni in gesso di quelle originali esposte ai Musei Vaticani, da un’angolazione tale da farle sembrare scattate dalle sculture stesse. Ma come si è arrivati a questa vera e propria ossessione per l’autoscatto (più o meno artistico), e l’autoritratto in generale? Da dove nasce la mania di immortalarsi, in una sorta di narcisistica autocelebrazione, ad ogni occasione? Hall James ne L’autoritratto – una storia culturale mostra come, attraverso i secoli, l’uomo, e gli artisti in particolare, abbiano cercato di raffigurare se stessi, dai primi scriba che fanno capolino nelle pergamene delle miniature medioevali, fino al boom del Rinascimento e all’esordio della fotografia e della scultura auto-referenziale. Un’ampia panoramica storico-culturale dell’autoritratto, per comprendere come siamo arrivati a questo punto.

Hall James
L’autoritratto – una storia culturale

Einaudi,2014, 288 p.
28 euro

 


 


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