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Cesara Buonamici ferma il Tg5 per una comunicazione importante

Per la prima volta, da quando lo scorso 15 dicembre Fabrizio Corona ha dato il via alla sua personale crociata contro Alfonso Signorini, Mediaset ha scelto di rompere il silenzio e farlo nel modo più diretto possibile, utilizzando la propria rete ammiraglia. Fino a questo momento, la risposta dell’azienda si era limitata a qualche riferimento ironico, appena accennato, durante la prima puntata di Striscia la Notizia.

Segnali deboli, quasi allusivi, che lasciavano intendere un certo fastidio ma senza mai entrare nel merito delle accuse lanciate dall’ex re dei paparazzi. La svolta è arrivata quando una trasmissione Mediaset ha deciso di affrontare apertamente il caso delle pesanti insinuazioni contenute in Falsissimo Il Prezzo del Successo.


Cesara Buonamici legge il comunicato Mediaset su Fabrizio Corona al Tg5

A farlo è stato il TG5, durante l’edizione serale delle 20:00, con un intervento che ha segnato un cambio di passo evidente. In studio, Cesara Buonamici ha letto integralmente il comunicato diffuso poche ore prima dall’azienda di Cologno Monzese, un testo in cui Mediaset respinge con fermezza “menzogne e falsità” e annuncia l’intenzione di adottare provvedimenti a tutela di tutti i professionisti coinvolti nella vicenda.

La lettura del comunicato aziendale non è stata però l’unica presa di posizione. Sempre nel corso del notiziario, Cesara Buonamici ha dato spazio anche a una dichiarazione congiunta firmata nel pomeriggio di martedì 27 gennaio da Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, e da Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Un intervento che amplia il quadro e sposta il dibattito dal piano mediatico a quello giuridico e istituzionale: “La sentenza che il Tribunale Civile di Milano ha emesso sul caso di Fabrizio Corona, conferma che non esiste un diritto a diffamare e che pure influencer e personaggi di spicco della rete devono rispettare la legge. Conforta poi il fatto che possano finalmente essere chiamate a rispondere di diffamazione le grandi piattaforme che lucrano profitti sfruttando l’odio e il discredito online”.

La nota firmata da Alessandra Costante e Carlo Bartoli prosegue entrando nel cuore della questione, replicando in modo diretto all’appello al diritto di cronaca più volte evocato da Fabrizio Corona. Non solo una risposta tecnica, ma anche un messaggio politico, rivolto apertamente al Parlamento, con la richiesta di leggi più chiare e severe contro la diffusione di contenuti diffamatori mascherati da informazione.

“È un richiamo stonato l’appello al diritto di cronaca evocato da Fabrizio Corona, non essendo lui un giornalista e non essendo Falsissimo una testata registrata. Non di censura, dunque, si tratta, ma di una sentenza che ha per oggetto un’attività meramente commerciale che niente ha a che vedere con l’informazione. Giova ricordare che il diritto di cronaca di cui possono avvalersi i giornalisti non è comunque un diritto assoluto, ma è soggetto alle condizioni indicate da una storica sentenza della Cassazione che obbliga chi fa informazione all’uso di un linguaggio rispettoso e all’osservanza della verità putativa e solo nel trattare vicende di pubblico interesse. Chiediamo al Parlamento l’adozione di norme più stringenti per punire chi si traveste da giornalista nell’esercizio di attività che niente hanno a che fare con l’informazione che è un bene primario tutelato dalla Costituzione”.

Mentre Mediaset e le principali istituzioni della categoria prendevano posizione, la risposta di Fabrizio Corona non si è fatta attendere. Dal suo profilo Instagram, l’ex re dei paparazzi ha replicato sia al comunicato dell’azienda sia al servizio andato in onda al Tg5, rivendicando il proprio operato: “Faccio quello che fate voi, racconto, facendo inchiesta, su cose che conosco da dentro. Lo faccio perché ne ho il diritto”.

Nelle storie successive, Corona ha poi rilanciato spostando l’attenzione sui numeri, sottolineando di aver superato le 3 milioni di visualizzazioni con la nuova puntata di Falsissimo – Il Prezzo del Successo. Un dato che, nelle sue intenzioni, rafforza la legittimità della sua operazione mediatica, mentre lo scontro con Mediaset, ormai apertamente istituzionalizzato, sembra destinato a proseguire anche nelle aule dei tribunali.


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