Hesse, l’amore che tutto nutre e tutto contiene

Hermann Hesse è, accanto a Thomas Mann e Stefan Zweig, lo scrittore di lingua tedesca del XX secolo più letto nel mondo.  Nato nel 1877 a Calw in Svevia, era il discendente di missionari protestanti in India. I suoi libri sono stati tradotti in più di 60 lingue e ne sono stati distribuiti più di 150 milioni di esemplari in tutto il globo, dei quali appena un sesto riguarda le edizioni tedesche. La diffusione internazionale delle sue opere, senza precedenti nella storia della letteratura tedesca, iniziò però solo due anni dopo la sua morte ed ebbe origine negli Stati Uniti nel periodo della guerra in Vietnam, nei quali Hesse era una figura identificativa per il movimento giovanile che si ribellava contro la guerra in corso. All’inizio della prima guerra mondiale Hesse fu infatti uno dei pochi intellettuali che non si unirono all’entusiasmo generale per la guerra. Il suo pacifismo fu d’ispirazione per movimenti che al motto di “Make love, not war!”, ottennero il ritiro militare degli USA nel 1973. Per Hesse l’amore è un sentimento assoluto, mistico, uno strumento di connessione con l’universo dal quale trarre l’energia necessaria per la vita e per la propria trasformazione.

 

La mia felice bocca
di Hermann Hesse


La mia felice bocca nuovamente incontrare vuole
le tue labbra che baciando mi benedicono,
le tue dita care voglio tenere
e giocando congiungerle con le mie dita,
saziare il mio assetato sguardo col tuo,
avvolgere il mio capo nei tuoi folti capelli,
con le mie membra giovani e sempre sveglio voglio
rispondere a ogni movimento delle tue membra
e da sempre nuovi fuochi d’amore
rinnovare mille volte la tua bellezza,
finché entrambi appagati e grati
ci troviamo felicemente sopra ogni dolore,
finché senza desideri salutiamo il giorno e la notte,
l’oggi e l’ieri come fratelli amati
finché camminiamo sopra ogni fare e ogni agire
come raggianti in una pace completa.