Una di quelle serate in cui senti che può succedere di tutto. Luci accese, cuore in gola, pubblico incollato allo schermo e artisti con lo sguardo di chi sa che ogni nota pesa. La finale di Canzonissima 2026 è partita così: carica, tesa, pronta a esplodere. E infatti… è finita dove nessuno si aspettava.
Perché fino all’ultimo sembrava una strada già segnata. Una canzone che aveva appena conquistato la puntata, applausi lunghi, facce convinte in studio e a casa. E invece, quando arrivano i voti che contano davvero, il finale cambia colore. E la parola “sorpresa” diventa persino troppo piccola.

Nel tratto finale della puntata l’atmosfera si fa più densa. Michele Bravi arriva con un inedito, Genitore 3, e porta sul palco un’intensità che spiazza: un racconto delicato, moderno, capace di toccare il tema delle famiglie e della genitorialità senza alzare la voce, ma colpendo dritto.
A chiudere il giro delle esibizioni è Leo Gassmann con Girasole: un’altra energia, più luminosa e immediata, di quelle che ti fanno muovere anche se stai sul divano. E quando cala l’ultima nota, si sente chiaramente che ormai non è più solo uno show: è una sfida vera.
Arriva il momento di votare la “Canzonissima” della puntata. Gli artisti in gara indicano ex aequo Servi della Gleba e Mi manchi, mentre il gruppo dei “Magnifici 7” sceglie Margherita. Poi tocca al pubblico: ed è lì che si capisce quanto conti davvero chi guarda da casa.
Il verdetto della serata del 25 aprile 2026, infatti, premia proprio Margherita. Un risultato che sembra mettere un punto e aprire la strada a un trionfo annunciato. Ma Canzonissima, si sa, ama fare scherzi proprio quando pensi di aver capito tutto.
Subito dopo, ecco la parte più attesa: tornano in gara le sei canzoni vincitrici delle puntate precedenti. È il momento in cui le emozioni si sommano, i paragoni diventano inevitabili e ogni scelta pesa doppio. In studio l’aria è quella delle grandi occasioni.
Ad aprire è Fabrizio Moro con Il mio canto libero, seguito da Arisa con La leva calcistica della classe ’68. Poi Vittorio Grigolo con Caruso, ancora Arisa con La notte. Quindi Leo Gassmann con Un senso. A chiudere, Riccardo Cocciante torna con Margherita, fresca vincitrice della serata e, per molti, favorita naturale.
Si riaprono le votazioni e succede qualcosa che non capita spesso: gli artisti convergono su Il mio canto libero. E la stessa scelta viene confermata anche dai “Magnifici 7”. Un accordo quasi totale, di quelli che fanno rumore perché tolgono spazio ai dubbi e mettono pressione al voto finale.
Resta l’ultimo passaggio: il pubblico da casa e i voti social. È lì che, di solito, arrivano gli scossoni. E infatti, mentre in tanti si aspettano la conferma del brano appena più “caldo” della serata, il verdetto prende una piega diversa.

Alla fine, contro le previsioni di chi si era già convinto di un epilogo scontato, vince Il mio canto libero nella versione interpretata da Fabrizio Moro. Un trionfo che sa di ribaltone perché arriva dopo una serata che sembrava aver indicato un’altra regina.
Margherita, appena premiata nella puntata, pareva destinata a dominare anche la classifica finale. E invece la combinazione dei voti, l’intesa delle giurie e la risposta del pubblico hanno spinto in cima un’interpretazione intensa, personale, capace di mettere d’accordo praticamente tutti.
La finale di Canzonissima 2026 lo conferma: qui non basta cantare bene. Conta la scelta del brano, certo, ma ancora di più conta il modo in cui lo fai tuo. Ed è proprio lì che Il mio canto libero ha fatto la differenza, trasformando una gara apertissima in un risultato netto.
Una serata partita con un’idea in testa e finita con un’altra verità in mano. E con quella frase, “Hai vinto tu”, che risuona come uno di quei finali che ti restano addosso anche dopo i titoli di coda.


