Carlo Conti ha scelto il palco del Vanity Fair Stories per ricordare Ornella Vanoni con un affetto semplice e autentico, mentre tutta l’Italia continua a piangere la scomparsa di una delle sue voci più iconiche. Il conduttore di Sanremo, visibilmente toccato, ha descritto la cantante come “ironica, geniale e unica”, ricordando gli incontri avuti negli anni e l’irresistibile umorismo dell’artista. Ha raccontato anche un aneddoto divenuto subito virale: nel post Sanremo, dopo l’imitazione di Virginia Raffaele, Vanoni lo chiamò confusa dicendo: “Io per esempio che ho fatto l’amore con Gino Paoli sul deltaplano non me lo ricordo”, una frase che restituisce tutto il mondo colorato, imprevedibile e spontaneo di Ornella.
Proprio in nome di questo rispetto, Conti ha annunciato di aver rimandato la rivelazione del cast di Sanremo 2026. Un gesto silenzioso ma eloquente: “Domani avevo in mente di andare al Tg1 per rivelare il cast di Sanremo, ma mi sembra più rispettoso rimandare alla settimana prossima”, ha spiegato dal palco, lasciando intendere che il Festival si aprirà sotto il segno della memoria e della gratitudine. La macchina sanremese è già in corsa, ma questa decisione introduce un tono più delicato, in sintonia con il momento che il mondo dello spettacolo sta vivendo.

Carlo Conti, la decisione dopo la morte di Ornella Vanoni
Intanto il lavoro dietro le quinte procede senza sosta, soprattutto sulle canzoni. Conti rivela un suo metodo quasi istintivo per capire se un brano può funzionare: ascoltarlo a volume medio, appena percettibile, per vedere se, nonostante tutto, il ritmo o il testo riescono comunque a emergere. È un approccio che applica con rigore anche a Sanremo Giovani, dove l’impresa è a dir poco imponente. “Sono arrivati 524 brani”, afferma, spiegando come insieme a Gianluca Gazzoli e a una giuria selezionata stiano affrontando una scrematura massiccia che troverà il suo compimento martedì prossimo con la puntata in terza serata dedicata proprio ai giovani talenti.

Con lo sguardo già rivolto all’Ariston, Conti conferma l’idea di alternare i conduttori «sera dopo sera», lasciando trasparire un progetto speciale che spera di riuscire a realizzare. Ma è quando parla di dediche che trova le parole più forti: “È giusto dedicare l’intero Festival a Pippo Baudo: sarà il primo senza di lui. Tutti noi ci ispiriamo a lui”. Tra 230 proposte, sa già che molti resteranno delusi: “Chi ci rimarrà male? Duecento cantanti”. Una sincerità che, anche qui, fa parte del suo stile diretto, pragmatico, quasi metodico nel governare una macchina complessa come Sanremo.


Carlo Conti ha confermato che i big di #Sanremo2026 verranno svelati domenica 30 durante il TG1 delle 13.30. Rinvio di una settimana per rispetto a Ornella Vanoni.
— Trash Italiano (@trash_italiano) November 22, 2025
Fonte: VanityFair pic.twitter.com/zYVsiXb6gt
Nella parte finale dell’incontro, il conduttore sorprende con una riflessione personale. Parla apertamente della sua “dongiovannite”, una fase lunga della sua vita in cui «mollava e tornava», incapace di trovare una direzione stabile con Francesca. Quell’irrequietezza, però, ha avuto una fine improvvisa e decisiva: “A 52 anni ho deciso che non mi piaceva più avere periodicamente avventure: volevo costruire la mia famiglia”. È stata una virata netta, una maturazione che lui stesso definisce fondamentale, e che l’anno successivo ha portato alla nascita di suo figlio. Oggi Conti guarda al futuro con la lucidità di chi ha finalmente trovato il proprio baricentro, nella vita e, ancora una volta, sul palco più osservato d’Italia.


