“La farà finita con un lenzuolo al collo!”. Non è l’arena, le urla di dolore di Gabriella, la madre di Fabrizio Corona. Massimo Giletti con le lacrime agli occhi

Si torna a parlare di Fabrizio Corona e anche di sua mamma, Gabriella che a Non è l’Arena urla: “Venite a prendere me”. In collegamento con Massimo Giletti dopo il nuovo arresto del figlio, la signora ha la voce rotta dal pianto: “Alla luce di tutta questa lunghissima esperienza do ragione a Fabrizio in tutto, in tutto! Ha avuto delle condanne esageratissime, ha scontato tantissimi anni di carcere, è ancora considerato un criminale dalla magistratura pur con questa gravissima patologia”, accusa riferendosi al bipolarismo di cui sarebbe affetto Corona.

“Non solo, vogliono mandarlo nel carcere di Opera, di massima sicurezza, e non a Bollate, per esempio, un carcere più leggero e più adatto a un malato mentale. Ditemi se questo non è punitivo, se non è un accanimento. Io non l’accetterò mai, piuttosto devono passare sul mio cadavere. Anzi alla dottoressa Corti e al dottor Lamanna dico una cosa: venite a prendere me, perché se Fabrizio è malato forse è anche colpa mia che gli ho trasmesso la malattia”. (Continua a leggere dopo la foto)


“Non prendete lui, lasciatelo in pace! Ha sofferto come un cane, ha un problema gravissimo nella sua famiglia, è assolutamente indispensabile che si curi e che stia bene per curare anche suo figlio. Avete capito o no? Lasciatelo in pace!”, è l’appello disperato di Gabriella. In studio, lo psicologo Paolo Crepet tenta di rassicurarla: “La depressione non è trasmissibile geneticamente, certo può influire nell’ambiente familiare ma non è trasmissibile geneticamente da madre a figlio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ospite in studio anche l’avvocato dell’ex re dei paparazzi, Ivano Chiesa. Giletti gli chiede: “Come sta Fabrizio? E quali sono le sue attuali condizioni?”. E l’avvocato risponde: “Sono andato a trovare Fabrizio proprio ieri sera e non sta bene per nulla. I punti di sutura che sono stati messi a livello della ferita sono quattordici, anche se è stato scritto che il suo era solo un gesto dimostrativo”. (Continua a leggere dopo la foto)

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E ancora: “Lo tengono ancora in osservazione al reparto di psichiatria del Niguarda e da quello che so ci rimarrà per diversi giorni. Prosegue lo sciopero della fame perché vuole parlare a tutti i costi con il Presidente del tribunale di sorveglianza o desidera che comunque le istituzioni si occupino del suo caso”.

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