Gabriele Paolini, la sentenza diventa definitiva. Per il disturbare tv si aprono le porte del carcere

Nuovi guai per Gabriele Paolini, il disturbatore televisivo diventato noto tra gli anni ’90 e 2000 per le sue continue irruzioni davanti alle telecamere. A quanto riporta il sito Leggo, stamattina “gli agenti del primo dirigente Eugenio Ferraro del distretto di polizia di San Basilio hanno notificato un ordine di esecuzione pena da scontare in un penitenziario. Dovrà scontare otto anni di carcere per un cumulo pena per reati contro la libertà sessuale.


I fatti risalgono al 2013 quando Gabriele Paolini era stato condannato per avere avuto rapporti sessuali con tre minorenni in cambio di denaro e regali. Le accuse a suo carico erano induzione alla prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale. Quattro italiani e uno romeno, secondo la Procura, i ragazzini che avrebbero subito abusi. I cinque vennero adescati dall’uomo tramite internet e filmati in alcuni video fatti in un garage, teatro degli incontri incriminati. In particolare, secondo l’ordinanza l’uomo aveva messo in atto un “insistente tentativo di persuasione” nei confronti dei ragazzini.

gabriele paolini

Gabriele Paolini, le motivazioni della condanna

“Pur a fronte delle palesi resistenze oppostegli, con modalità espressive di reiterata e collaudata tecnica di induzione”. “Sono molto giù – aveva detto Gabriele Paolini in una recente intervista– non so se mia madre riuscirà a reggere questa botta. Probabilmente pago anche per l’essere stato sempre un rompicogl…Su questo non sono difendibile, per 25 anni ho destabilizzato il mondo della tv e sicuro pago per questo”.


gabriele paolini


“Come difesa dico che è un’occasione perduta da parte dell’ordinamento giuridico italiano – ha detto all’Adnkronos Lorenzo La Marca, l’avvocato dell’uomo – in cui vi è una discriminazione in base all’orientamento sessuale”. Secondo l’accusa Gabriele Paolini li avrebbe adescati in chat, plagiati e vinto le loro resistenze dopo averli convinti ad avere rapporti sessuali con lui a pagamento. Non solo.


Secondo quanto ricostruito dalla Procura l’imputato, per superare le resistenze delle sue giovani vittime, ha nei loro confronti corrisposto somme di denaro convincendoli anche a filmare i rapporti. Per questa vicenda, nel novembre del 2013, Gabriele Paolini finì nel carcere di Regina Coeli per qualche mese. La Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Roma e ha condannato Paolini a 5 anni di reclusione. “Il mio avvocato mi ha informato della decisione dei supremi giudici – ha detto Paolini rendendo nota la sentenza – sono disperato. Vorrei non fosse finita così. Nelle prossime ore mi andrò a costituire all’Autorità di polizia”.

Pubblicato il alle ore 14:23 Ultima modifica il alle ore 14:23