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“Finisce così”. Fiorello, il commento ‘particolare’ su Stefano De Martino e Sanremo

Fiorello De Martino

Archiviato il Festival di Sanremo 2026, l’attenzione si è già spostata sull’edizione del prossimo anno. A farlo con il consueto tono ironico è stata la trasmissione La Pennicanza, che nella puntata di inizio settimana ha acceso i riflettori sul passaggio di testimone più discusso: per la prima volta sarà Stefano De Martino a guidare la kermesse, sia come conduttore sia come direttore artistico.

L’ironia ha poi raggiunto uno dei momenti più surreali della puntata, quando è arrivato un finto collegamento dal Vaticano. A intervenire, nei panni del Camerlengo che faceva le veci del Papa, è stato ancora Fiorello. “Voi non sapete una cosa che è successa nell’ultima serata”, ha raccontato, “noi abbiamo prestato al teatro Ariston il comignolo, quello del conclave. Così quando Conti ha detto ‘eleggiamo nuovo direttore artistico Stefano De Martino’ è uscito fumo bianco dall’Ariston”. Una trovata che ha trasformato la nomina in una vera e propria elezione pontificia, tra risate e applausi.

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Fiorello De Martino


Fiorello prevede il futuro di Stefano De Martino: “Come finirà per lui dopo Sanremo”

In studio, accanto a Fabrizio Biggio, Fiorello ha commentato con entusiasmo l’“investitura” arrivata in diretta dal palco dell’Ariston per mano di Carlo Conti. “C’è stata l’investitura di De Martino”, ha ricordato Fiore in apertura, “sta facendo lo stesso percorso di Amadeus: Pacchi, Sanremo, prossimo step il Nove. Al terzo anno comincerà a litigare con i vertici e dirà ‘Sai che c’è? Me ne vado al Nove’”. Una battuta che richiama il percorso professionale di Amadeus, evocando con leggerezza scenari futuri tutti da scrivere.

Fiorello De Martino

Ma il cuore emotivo della trasmissione è arrivato con la videochiamata al vincitore dell’ultima edizione, Sal Da Vinci. Il cantante ha mostrato con orgoglio il trofeo appena conquistato, dichiarandosi “onorato di rappresentare l’Italia all’Eurovision”. Poi, con un filo di commozione, ha ripercorso le tappe della sua carriera: “Io sono salito sul palco nel settembre del ’76, quindi il settembre prossimo festeggerò il 50esimo anniversario dalla prima volta che sono salito sul palco!”. Un traguardo importante, che dà il senso di una carriera costruita nel tempo e culminata con la vittoria all’Ariston.

A chiudere la puntata è stato l’intervento, rigorosamente in chiave imitazione, di Al Bano, ancora una volta bersaglio e complice della satira di Fiorello. “Sono felice che l’etiope non ci sia più! Volevo fare i complimenti a De Martino, questo giovane talentuoso, io trovo che sia bravissimo. Sto facendo il ruffiano? È vero, io ti dico solo questo, non appena Carlo Conti ha detto ‘il prossimo Festival lo farà questo giovane virgulto’ io immediatamente ho scritto 22 canzoni, gliele ho mandate per posta, via email, addirittura sono andato sotto casa di De Martino. Appena sono arrivato lì sai chi c’era ad aspettarlo? I Jalisse”. Una stoccata ironica che ha chiuso la puntata tra risate e allusioni, lasciando però sullo sfondo la vera notizia: il Festival 2027 ha già un nuovo timoniere e l’attesa, tra battute e pronostici, è ufficialmente iniziata.


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