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Enrica Bonaccorti, la brutta malattia che l’ha portata via e i sintomi

Enrica Bonaccorti

Enrica Bonaccorti è morta all’età di 76 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas diagnosticato nell’estate del 2025. La conduttrice televisiva, una delle voci più note dello spettacolo italiano tra radio e televisione, negli ultimi mesi aveva deciso di raccontare pubblicamente la malattia, condividendo con il pubblico la fragilità e la difficoltà di convivere con una diagnosi così grave.

Per molto tempo, tuttavia, aveva preferito il silenzio. Dopo aver scoperto il tumore, la presentatrice aveva scelto di ritirarsi completamente dalla vita pubblica, vivendo un periodo di isolamento e smarrimento. Solo in seguito aveva iniziato a raccontare ciò che stava attraversando, spiegando come la diagnosi fosse arrivata all’improvviso e avesse cambiato tutto nel giro di poche ore. A ricordare quel momento era stata lei stessa in un’intervista al TG1 dell’ottobre 2025. “Mi sono come congelata: non ho provato né paura né tristezza, ma solo l’assenza, come un lungo letargo a occhi aperti”.

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Enrica Bonaccorti


Enrica Bonaccorti morta a 76 anni: i sintomi del tumore al pancreas che l’ha colpita

La scoperta della malattia risaliva al luglio del 2025. In quel periodo Bonaccorti aveva deciso di sparire letteralmente da tutto e da tutti, evitando contatti anche con le persone più vicine. Quando poi aveva scelto di rendere pubblica la situazione attraverso i social, aveva spiegato con grande sincerità il motivo di quel lungo silenzio. “Sono quattro mesi che mi sono nascosta anche con gli amici più cari, senza rispondere, senza richiamare, come se il mio non esserci facesse scomparire quel che invece c’è”.

Enrica Bonaccorti

Quella fase di isolamento, come aveva raccontato in più occasioni, era stata totale. “Non parlavo con nessuno, non uscivo dalla mia stanza”. Nonostante la consapevolezza della gravità della malattia, la conduttrice aveva affrontato il racconto pubblico con grande lucidità. “Non sono disperata, non ho neanche tante speranze”. La forza per andare avanti, aveva spiegato, arrivava soprattutto dalla figlia Verdiana. “La mia unica ragione di vita è mia figlia”.

Il tumore che l’aveva colpita era al pancreas, una delle forme più aggressive e difficili da trattare. Bonaccorti aveva parlato apertamente anche di questo aspetto, ricordando come lo stesso organo fosse stato colpito dalla malattia che aveva riguardato anche l’attrice Eleonora Giorgi. “L’organo colpito dal tumore è lo stesso di Eleonora, e io davanti a lei mi sono virtualmente inchinata”.

La battaglia contro la malattia era iniziata con lunghi cicli di chemioterapia, seguiti successivamente dalla radioterapia. L’intervento chirurgico, però, non era possibile perché il tumore si trovava in una posizione estremamente delicata. La stessa conduttrice aveva raccontato che “il tumore si è insinuato in un punto del corpo molto delicato” ed era “impossibile operarlo”. In una delle interviste televisive aveva parlato con grande franchezza della situazione, arrivando a dire: “Non c’è speranza”.

Le cure sono state lunghe e pesanti, con effetti collaterali difficili da sopportare. Bonaccorti non aveva nascosto neppure i dettagli più quotidiani della malattia, raccontando per esempio le difficoltà vissute durante la chemioterapia. “Durante la chemio non riuscivo a bere acqua, sapeva di metallo”. Nel gennaio 2026, ospite a Verissimo, aveva aggiornato il pubblico sulle sue condizioni spiegando come il percorso terapeutico fosse ripreso dopo un breve periodo di pausa. “Fa un po’ fatica tutto, ma sto bene. Speravo meglio, invece ho ripreso tutta la chemio perché non era cambiato granché. Ogni tanto va bene, ogni tanto va male”.

In quell’occasione aveva anche spiegato che i medici speravano ancora di riuscire a ridurre la massa tumorale per rendere possibile un intervento chirurgico. “Tra tre mesi si faranno le indagini e vedremo se si potrà operare”.

Negli ultimi mesi della sua vita, Enrica Bonaccorti aveva continuato a raccontare con grande sincerità la propria battaglia, alternando momenti di speranza alla consapevolezza della gravità della malattia. Aveva scelto di affrontare questa fase affidandosi soprattutto alla famiglia, alla scrittura e all’affetto del pubblico che per decenni l’aveva seguita in televisione e in radio.

Il tumore al pancreas è considerato tra i più aggressivi e complessi da trattare. Colpisce un organo fondamentale per il metabolismo, responsabile della produzione di enzimi digestivi e di ormoni come l’insulina. Una delle difficoltà principali è legata al fatto che nelle fasi iniziali può non dare sintomi evidenti, motivo per cui spesso viene diagnosticato quando la malattia è già in fase avanzata.

Quando i sintomi compaiono, possono includere dolore persistente nella parte alta dell’addome o alla schiena, perdita di peso improvvisa, stanchezza intensa, nausea e ittero, cioè l’ingiallimento della pelle e degli occhi. Proprio questa diagnosi spesso tardiva rende la malattia particolarmente pericolosa.

Le terapie variano a seconda dello stadio del tumore. Quando la massa è localizzata e operabile si può intervenire chirurgicamente, spesso affiancando l’operazione con cicli di chemioterapia o radioterapia. Nei casi in cui il tumore non può essere rimosso, perché coinvolge zone delicate o altri tessuti, le cure sono principalmente farmacologiche e hanno l’obiettivo di rallentarne la progressione e controllare i sintomi. La prognosi resta purtroppo complessa, perché il tumore al pancreas presenta uno dei tassi di sopravvivenza più bassi tra le principali neoplasie proprio a causa della sua aggressività e della difficoltà di individuarlo precocemente.


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