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“Ora ve lo dico”. Massimo Giletti, l’annuncio in tv e scoppia il caso

Massimo Giletti

La puntata andata in onda lunedì scorso de Lo Stato delle cose, il programma di inchieste condotto da Massimo Giletti su Rai3, ha acceso un acceso dibattito ben oltre i temi trattati in studio. Al centro dell’attenzione, infatti, non solo il caso di Garlasco, ma anche uno sfogo in diretta del conduttore che ha immediatamente fatto discutere pubblico e addetti ai lavori.

Durante il blocco dedicato alla vicenda di Chiara Poggi, Giletti ha informato i telespettatori che la trasmissione non potrà proseguire l’approfondimento sul caso a causa della chiusura ormai prevista del programma. Un annuncio accompagnato da una frase che è apparsa a molti come una frecciata diretta: “Noi non saremo in onda perché, si sa, i programmi che funzionano. Sapete che fine fanno”. Parole che hanno lasciato intendere un certo disappunto per la decisione aziendale, nonostante i risultati positivi in termini di ascolti.

Leggi anche: Massimo Giletti, la notizia dopo la puntata di Lo stato delle cose

Massimo Giletti


Massimo Giletti, l’annuncio durante la puntata di Lo stato delle cose

Il conduttore ha poi rincarato la dose, tornando sul caso giudiziario e lanciando un’ulteriore provocazione: “Qualcuno ci racconterà come mai sulle unghie della povera Chiara c’era un dna riconducibile a Sempio”. Un passaggio che ha contribuito ad alimentare ulteriormente il dibattito, sia sul contenuto dell’inchiesta sia sul tono utilizzato in diretta.

Massimo Giletti

Le dichiarazioni non sono passate inosservate ai vertici Rai. Come riportato dal giornalista Giuseppe Candela, attraverso un comunicato diffuso anche sui social, il Direttore Approfondimento Paolo Corsini ha replicato alle parole del conduttore, esprimendo rammarico per quanto accaduto: “Dispiace che Massimo Giletti utilizzi spazi del programma ‘Lo Stato delle cose’ per esprimere rimostranze, più o meno velate, nei confronti dell’Azienda per cui ora lavora…”.

Corsini ha quindi chiarito la posizione dell’azienda, sottolineando come la conclusione del programma fosse stata stabilita fin dall’inizio della stagione televisiva e condivisa con lo stesso conduttore. “Come da prassi, giorno di messa in onda, durata e numero di puntate sono stati definiti di comune accordo all’inizio della stagione e condivisi anche in sede di conferenza stampa”, ha precisato, cercando di ridimensionare le polemiche nate in seguito allo sfogo in diretta.

Il direttore ha infine concluso il suo intervento con un auspicio per il futuro, lasciando aperta la porta a una possibile prosecuzione del rapporto professionale: “La fiducia reciproca resta comunque un presupposto imprescindibile per continuare a dare seguito allo splendido lavoro fin qui fatto assieme”. Parole che puntano a ricucire lo strappo, almeno sul piano istituzionale.

Nel frattempo, al di là delle tensioni, i numeri continuano a premiare il programma. Secondo quanto riportato da DavideMaggio.it, anche nella serata di Pasquetta Lo Stato delle cose ha raccolto poco più di 1 milione di spettatori, con uno share pari all’8,15%, risultando uno dei programmi più seguiti della serata, alle spalle soltanto delle ammiraglie Rai e Mediaset. Un dato che rende ancora più significativo il caso esploso in diretta, destinato a far discutere anche nei prossimi giorni.


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