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Dea Madre sarda all’asta di New York, i carabinieri indagano

Deportata e messa all’asta. L’ira della Dea madre si abbatte su Christie’s che rischia di finire sotto i riflettori della giustizia italiana. La vendita della statua, pezzo pregiatissimo della civiltà nuragica della Sardegna, messo all’incanto per 1 milione e 200 mila dollari,  è diventa un caso internazionale.

 


 

I carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale hanno avviato le indagini per stabilire come la statua di marmo, che risale a prima del 2500 avanti Cristo, sia finita tra gli oggetti in vendita nella casa d’aste Christie’s che intanto ha bloccato la vendita della Dea madre sarda. “Si tratta di un risultato importantissimo che segna un punto decisivo nella lotta ai furti d’opere archeologiche della Sardegna – commenta deputato di Unidos Mauro Pili – Ora occorre andare sino in fondo per far restituire il maltolto all’Isola. Questo dimostra che la mobilitazione dell’opinione pubblica, dei media, e delle azioni parlamentari è utile ad accendere i riflettori su queste vergogne”. Da qui la richiesta al governo per un’azione concreta contro il traffico di reperti dalla Sardegna.

 

 

 


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