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“Cosa ha fatto Salvini”. A Otto e mezzo le parole di Roberto Vannacci, Lilli Gruber e il pubblico gelati

Le dichiarazioni di Roberto Vannacci durante la sua ospitata a Otto e mezzo hanno acceso un nuovo scontro politico e mediatico. Intervistato dalla giornalista e conduttrice Lilli Gruber, il leader di Futuro Nazionale ha affrontato diversi temi, dal rapporto con la Lega alle politiche migratorie, passando per le quote rosa e le critiche rivolte a Marina Berlusconi.

Fin dalle prime battute, l’ex generale ha ripercorso la propria esperienza politica, soffermandosi sul legame ormai concluso con Matteo Salvini. Vannacci ha respinto l’idea di aver sfruttato il partito per costruire la propria carriera politica, ribaltando completamente la prospettiva: “Non ho usato Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti”. Un’affermazione che sintetizza la distanza ormai evidente tra i due. Dopo essere stato eletto al Parlamento europeo come indipendente nelle liste della Lega, aver preso la tessera del partito e averne successivamente preso le distanze, Vannacci ha deciso di costruire una formazione politica autonoma.


Vannacci ospite a Otto e mezzo

Secondo il leader di Futuro Nazionale, il successo della sua nuova esperienza sarebbe già tangibile. “Oggi il mio partito ha fatto 100mila iscritti, in soli tre mesi sono tutti quello che probabilmente mi hanno votato quando ero nella Lega, senza voler votare Lega. È la dimostrazione plastica di quello che ho portato alla Lega”, ha dichiarato. Non sono mancate stoccate anche verso gli ex compagni di partito: “Sono i rifiuti degli altri, quello che avanza. A me sta bene, voglio la sporca dozzina. Mi accontento di questo, quelli bravi li lasciamo al Pd e al Movimento 5 stelle, che almeno avranno la possibilità di salvare l’universo. Con la mia sporca dozzina voglio fare solo gli interessi degli italiani e delle italiane, e ce la faremo”.

Uno dei momenti più accesi del confronto è arrivato sul tema delle quote di genere nelle liste elettorali. Alcuni parlamentari di Futuro Nazionale hanno infatti proposto una modifica che porterebbe dal 60 al 65 per cento il limite massimo di candidati appartenenti allo stesso sesso. Vannacci ha rivendicato personalmente l’iniziativa: “La proposta per ridefinire le quote rosa nelle liste è mia. Le donne valgono per quello che sono, non per il sesso che hanno. Il 50 per cento del nostro elettorato è composto da donne e saranno libere di votare le donne che vogliono”.

La replica di Gruber non si è fatta attendere. Con evidente ironia, la conduttrice ha commentato: “Bravo, bravo, ah bene. Continuiamo a fare qualche bel passo indietro, complimenti”. Una valutazione immediatamente respinta dall’europarlamentare, che ha ribattuto: “No, per me sono passi avanti”.

Altro tema centrale della serata è stato quello dell’immigrazione. Vannacci ha illustrato la sua posizione parlando apertamente di “remigrazione” per gli stranieri irregolari presenti sul territorio nazionale. “In primo luogo vanno remigrati coloro che non hanno motivo e diritto di essere da noi. Sono la maggior parte”, ha affermato, spiegando che a suo giudizio sarebbe necessario aumentare il numero dei Centri di permanenza per i rimpatri e applicare con maggiore efficacia gli accordi già esistenti con i Paesi d’origine.

L’ex generale si è spinto oltre, affrontando anche il tema delle espulsioni forzate. “Grazie al decreto sui Paesi sicuri passato in Europa, qualora manchi un accordo bilaterale col Paese dal quale provengono, possiamo portare queste persone in Paesi terzi sicuri. L’importante è che non stiano da noi”. Alla domanda se si trattasse di deportazioni, Vannacci ha risposto: “Se con ‘deportazione’ intendiamo movimentazione coatta al di là della loro volontà, certo. Dobbiamo portarli in Paesi sicuri che li accetteranno e poi li instraderanno verso il loro Paese”.

Nel corso dell’intervista è emerso anche un passaggio personale. Quando Gruber ha ricordato che sua moglie è rumena e che nel 2001 la Romania non faceva ancora parte dell’Unione europea, Vannacci ha precisato: “Nel 2001 ci siamo conosciuti, ma era in mille teatri operativi e ci siamo sposati nel 2010”. Da qui è arrivata anche una sorta di autoritratto politico e umano: “Sono sicuramente un generale, cosa che ha caratterizzato 40 anni della mia vita con l’impegno delle armi e nella difesa della patria. Sono un politico, ma non mi definisco di estrema destra. Mi definisco di destra autentica, fiera di essere destra e non rinnega nulla della propria identità”.

Infine, non è mancata una frecciata nei confronti di Marina Berlusconi. Commentando alcune sue prese di posizione pubbliche, Vannacci ha dichiarato: “Marina Berlusconi poi spiegherà a che titolo parla, non ha un ruolo politico”. E ha aggiunto: “Come finanziatrice di FI? Nel caso, prendiamo atto che è un partito eterodiretto dalla finanza e dall’editoria”. Parole destinate ad alimentare ulteriormente il dibattito all’interno del centrodestra e a suscitare nuove reazioni nelle prossime ore.


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