“Combatto!”. Dal Grande Fratello alla lotta contro il Coronavirus: la sua nuova vita in corsia

Ha detto addio alla televisione, almeno per ora, ed è scesa in campo contro il Coronavirus. Lei è Federica Lepanto, vincitrice dell’edizione del Grande Fratello anno 2015. Federica Lepanto lavora infatti come infermiera e volontaria del 118, il numero unico gratuito nazionale dell’emergenza sanitaria.

Da settimane Federica epanto è a contatto con le persone contagiate dal Coronavirus ed è costretta ad indossare le dovute precauzioni, ovvero mascherina, guanti e tuta di protezione. Federica è occupata ad Agropoli, la città in provincia di Salerno dove è nata e cresciuta e dove è tornata dopo la laurea in Infermieristica presa a Bologna. A dare la notizia è lei stessa. “Nella mia città c’è psicosi, riceviamo di continuo telefonate di persone spaventate che non presentano sintomi specifici ma hanno bisogno di sostegno psicologico”, ha dichiarato Federica Lepanto al settimanale Nuovo, nel numero in edicola da giovedì 12 marzo. Continua dopo la foto


“Paura? È il mio lavoro, noi sappiamo che cosa fare. L’atmosfera è molto triste e le prenotazioni per la stagione estiva sono state cancellate”, ha aggiunto. “Girano troppe notizie false. Bisogna rispettare le regole di igiene e i protocolli stabiliti dal Ministero della Salute. Serve un’informazione corretta. In tv dovrebbero invitare noi che operiamo sul campo“, ha sottolineato Federica. Continua dopo la foto

“La tv resta il mio sogno, ma sono pragmatica: il mondo dello spettacolo non dà certezze. A dire il vero, nemmeno il mondo sanitario. Continuo a fare serate in giro”, ha precisato Federica Lepanto. Che ha specificato che dopo la laurea lavora come libera professionista con regolare partita Iva. Da tempo la 27enne è single: dopo la storia con il modello Gianfilippo non è più riuscita ad innamorarsi. Continua dopo la foto

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“In Italia Covid-19 ha una letalità fino a 12 volte maggiore rispetto ad altri Paesi, e comunque si tratta della più alta del mondo. A contribuire a questo tragico primato sono l’eterogeneità dei trattamenti in tutto il territorio e la scarsa tracciabilità dei casi positivi asintomatici a cui non viene effettuato il tampone nonostante siano stati a stretto contatto con uno o più pazienti accertati, contribuendo in modo inarrestabile alla crescita del contagio”. Questo il monito dell’Associazione mondiale delle malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid), presieduta da Susanna Esposito, che lancia un forte appello per combattere la pandemia, anche sulla base dell’esperienza degli esperti cinesi.

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