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Coronavirus, diminuiscono i malati ma non il numero dei morti

Sono 31.106 i morti in Italia dall’inizio dell’emergenza Coronavirus: di questi, secondo i dati della Protezione Civile, 195 sono deceduti nelle ultime 24 ore. Continua però a calare in maniera significativa il numero delle persone attualmente positive: sono 2.809 in meno rispetto a ieri, per un totale di 78.457. I ricoverati con sintomi sono 12.172 (-693), i pazienti in terapia intensiva scendono a 893 (-59). In isolamento domiciliare si trovano ancora 65.392 persone. Nelle ultime 24 ore i guariti sono invece aumentati di 3.502 unità, portando il totale a 112.541. Dall’inizio della crisi si sono registrati 222.104 casi totali, in aumento di 888 da ieri. In tutto sono stati eseguiti 2.735.628 tamponi, i casi testati sono 1.778.952.

Intanto il governo è al lavoro sulla Fase 2. Per divieti di mobilità inter-regionale, non ci saranno novità almeno fino al primo giugno. “La valutazione che sarà fatta a partire dal 18 maggio ed entro la fine del mese, ci consentirà di fare valutazioni definitive”, afferma il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, rispondendo nell’Aula di Montecitorio a un’interrogazione parlamentare presentata da Iv, durante il question time. Continua dopo la foto


“Ovviamente – aggiunge Boccia – sarà più facile garantire una relazione tra Regioni a basso rischio, sarà molto più complicato consentire il passaggio dei cittadini da una Regione a basso rischio e una ad alto rischio e viceversa. Ma questo lo verificheremo insieme: il Governo si confronterà sempre con le Regioni e sicuramente con il Parlamento”, assicura il ministro per gli Affari regionali. Continua dopo la foto


“Le linee guida sono complete e saranno trasmesse alle Regioni questa sera. Domani, tutte le categorie potranno prenderne atto”, anticipa Boccia. Si tratta, spiega, delle “indicazioni che il Governo dà a tutela rigorosa ed esclusiva per la sicurezza sul lavoro. Nei due mesi che abbiamo alle spalle, non potevano esserci focolai semplicemente perché la maggior parte dei luoghi di lavoro erano chiusi. Ma dobbiamo abituarci all’idea che nella seconda fase, ripartendo il lavoro, il rischio sarà proprio lì e noi dobbiamo evitarlo con tutte le nostre forze”. Continua dopo la foto

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Per il ministro, “l’autonomia delle regioni nella Fase 2 consentirà loro di monitorare la situazione e, sulla base di dati scientifici certi, la possibilità di fare ulteriori riaperture”. “L’Italia -evidenzia Boccia- è un malato, che è in condizioni certamente migliori di prima, ma è pur sempre un malato, che non può permettersi ricadute”. “La prudenza che il Governo ha utilizzato è tutta finalizzata a questo obiettivo – sottolinea – Nel mondo sono stati tanti gli ‘stop and go’, i lockdown bloccati e ripartiti, le chiusure improvvise. Noi non possiamo permettercelo: sappiamo e siamo consapevoli che è necessario garantire alle nostre imprese una ripartenza in sicurezza, soprattutto nei luoghi di lavoro; una ripartenza che non dovrà più vedere stop”.

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