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Antonella Clerici, l’addio a Ornella Vanoni e il suo dispiacere più grande

Nel corso della diretta di oggi di E’ sempre mezzogiorno, Antonella Clerici ha scelto di aprire la puntata con un ricordo luminoso e affettuoso di Ornella Vanoni. Il clima nello studio era sospeso tra commozione e gratitudine, mentre la conduttrice raccontava a modo suo l’addio a un’artista che, come ha sottolineato fin da subito, è ormai diventata «davvero leggendaria». La Clerici ha voluto parlare con sincerità, come sempre fa, spiegando che c’era un desiderio che coltivava da tempo e che era riuscita a realizzare proprio quest’anno, grazie anche all’aiuto di Fabio Fazio. Ma mentre evocava quel ricordo, lasciava affiorare anche un velo di rammarico.

Con la sua consueta trasparenza, la conduttrice ha ripercorso i brevi momenti condivisi con Ornella Vanoni lontano dai riflettori, raccontando il famoso caffè preso insieme e i vari incontri professionali che negli anni le avevano portate a incrociarsi spesso. Un rapporto fatto di stima e occasioni di lavoro, mai però sfociato in un’amicizia vera e propria. È proprio questa la piccola ferita che oggi, di fronte alla sua scomparsa, la Clerici ha confessato al pubblico: la consapevolezza di non aver superato la sua timidezza, di non aver composto quella telefonata che avrebbe voluto fare.


Antonella Clerici, l’addio a Ornella Vanoni e un retroscena

Il ricordo ha preso forma quando ha letto le parole pronunciate in apertura: «Oggi 24 novembre 2025 sono quasi le 11:57 e non potevamo non iniziare anche noi ricordando, l’ora davvero leggendaria Ornella Vanoni. Io avevo espresso così il desiderio di prendere un caffè con lei e Mara Maionchi e a febbraio appunto di quest’anno l’avevo fatto appunto nella trasmissione di Fabio Fazio che mi aveva invitato». Era un episodio semplice, nato da un desiderio spontaneo, ma che oggi assume per lei un valore prezioso. Quel momento, dice, è diventato un ricordo da custodire, anche perché rappresenta l’unica occasione in cui è riuscita a condividere qualcosa di più intimo con l’artista milanese.

Da qui, Antonella ha svelato anche il suo dispiacere più grande: «Poi mi sarebbe piaciuto e anche chiamarla, avere un rapporto con lei ma io sono molto timida e queste cose non mi piacciono anche se so che poi Ornella telefonava insomma a un sacco di persone dello spettacolo». Una timidezza che oggi le pesa, soprattutto perché sa che Ornella Vanoni era solita circondarsi di voci e affetti, di colleghi con cui intrecciava rapporti profondi. La Clerici ha ammesso che avrebbe voluto far parte di quel cerchio, ma che non è riuscita a compiere quel passo, frenata dal pudore e forse dalla reverenza verso una donna che considerava un’icona.

A quel punto la narrazione si è spostata sulle immagini del passato, mostrate in studio: «Qui eravamo molto giovani a Ti lascio una canzone nel 2009, sono dei bellissimi ricordi ma l’ho sempre incontrata professionalmente non posso vantare un’amicizia con lei ma decisamente una grandissima stima di una donna intelligente, ironica e libera con un occhio soprattutto ai giovani. Lei disse, scrisse nel suo ultimo libro “Selle poche certezze che posso permettermi una di queste è che l’ultimo mio secondo sarà pieno d’amore, ho amato anche più del necessario”.». Parole che oggi assumono un significato quasi profetico, perché la stessa conduttrice ha riconosciuto che la cantante “se n’è andata proprio come lei avrebbe voluto”.

Nel finale, Antonella Clerici ha lasciato emergere tutta la sua malinconia, confessando che di Ornella le restano non solo i ricordi condivisi con il pubblico, ma anche le emozioni vissute negli studi televisivi, quei brevi momenti in cui la sua energia travolgente conquistava tutti. E mentre si pente di non aver mai composto quella telefonata, osserva come questo fine settimana abbia mostrato quanto fossero numerosi i colleghi con cui la cantante aveva costruito un legame speciale e diretto. Una rete affettiva che oggi si stringe attorno al suo nome, mentre lei, da lontano, diventa davvero ciò che Antonella ha detto all’inizio: una leggenda.


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